La caccia è chiusa. Non c’è motivo di andare a sentenza. Il TAR Abruzzo ha dichiarato cessata la materia del contendere nel ricorso presentato da alcune associazioni contro la delibera della Giunta regionale dell’agosto 2024, che autorizzava l’abbattimento di 469 cervi, inclusi 142 cuccioli. La decisione dei giudici amministrativi è motivata dalla constatazione che l’atto impugnato ha ormai esaurito i suoi effetti, dato che la stagione venatoria si è conclusa lo scorso marzo.

Nonostante la mancata pronuncia nel merito da parte del Tar, l’avvocato Michele Pezone, rappresentante delle associazioni ricorrenti, ha espresso soddisfazione per l’esito della vicenda. “L’abbattimento dei cervi non c’è stato. Questo è il vero dato da sottolineare che, per noi, configura comunque una vittoria”, ha affermato il legale.

La battaglia legale era iniziata lo scorso ottobre, con l’impugnazione della delibera regionale da parte delle associazioni di fronte al Tar Abruzzo. Inizialmente, il tribunale amministrativo aveva respinto la richiesta di sospensiva cautelare, aprendo di fatto la strada all’abbattimento. Tuttavia, la decisione del Tar era stata ribaltata dal Consiglio di Stato, che aveva accolto il ricorso cautelare delle associazioni e rinviato gli atti al Tar per una nuova valutazione.

Nell’udienza di merito fissata per oggi, il Tar ha preso atto della conclusione della stagione venatoria e, di conseguenza, della mancanza di un attuale interesse a pronunciarsi nel merito della questione

Da registrare che soltanto ieri le associazioni degli agricoltori avevano presentato alla Regione Abruzzo 10.000 firme per sollecitare soluzioni ai danni provocati dalla fauna selvatica. Si vedrà ora cosa succederà in futuro, qualora il contenzioso sarà nuovamente sottoposto a giudizio. (Fonte Ansa)


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