Per l’Aidaa, l’associazione per la difesa degli animali e l’ambiente, dietro la decisione della Regione Abruzzo di abbattere circa 460 cervi ci sarebbe un favore fatto ai cacciatori, una specie di ricompensa per un presunto sostegno avuto in periodo pre elettorale.
“La situazione è molto chiara – informa una nota – Marsilio e la sua giunta con la decisione di abbattere quasi 500 cervi hanno voluto fare un regalo ai cacciatori. Tenendo conto del fatto che tutte le motivazioni addotte dalla giunta per autorizzare questo assurdo abbattimento sono state smentite, non rimane che chiedersi cosa ci possa essere alla base di questa decisione. Tra queste ipotesi non escludiamo la possibilità di un accordo pre elettorale nemmeno troppo segreto con i cacciatori che in cambio del loro voto hanno avuto questo via libera all’abbattimento. L’esposto sarà inviato in settimana.” Un accordo che secondo l’associazione animalista potrebbe essere in sostanza inquadrato come voto di scambio.
Intanto il 15 settembre all’Aquila si terrà una manifestazione di protesta contro l’abbattimento dei cervi, organizzata dal WWF. L’obiettivo è il ritiro della delibera e un confronto tra tutte le parti interessate per trovare soluzioni alternative.









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