La segreteria regionale della Uil Fp Abruzzo in una nota stampa solleva la questione relativa allo stanziamento delle risorse destinate al salario accessorio del personale sanitario, con particolare riferimento ai fondi derivanti dal Decreto Calabria. Il sindacato segnala una condizione di incertezza che coinvolgerebbe circa 16.000 lavoratori tra personale medico e del comparto. Il segretario generale, Antonio Ginnetti, ha espresso la necessità di ricevere comunicazioni certe da parte dell’amministrazione regionale in merito alle dotazioni finanziarie delle quattro aziende sanitarie locali. “Chiediamo lumi alla Regione Abruzzo sulle risorse destinate alla quattro aziende sanitarie abruzzesi”, ha dichiarato Ginnetti, aggiungendo che “il danno salariale che avevamo preventivato mesi fa sta toccando in maniera importante le tasche dei lavoratori”. Secondo l’analisi sindacale, la mancata erogazione di tali fondi incide negativamente su diversi istituti contrattuali. “Il mancato utilizzo dei fondi derivanti dal decreto sta impattando negativamente anche sulle progressioni economiche orizzontali dei lavoratori del comparto, con effetti sia sui salari attuali che sulle future pensioni. E di conseguenza sulle procedure di stabilizzazioni”, ha precisato il segretario. L’impegno regionale previsto dal programma operativo per il triennio 2026-2028 ammonterebbe a circa 21 milioni di euro annui. Tuttavia, l’iter risulta attualmente in fase di istruttoria presso i ministeri della Sanità e dell’Economia e delle Finanze. In merito a questo stallo, Ginnetti ha sottolineato: “Vogliamo capire cosa sta accadendo. Se possiamo considerare le risorse già fruibili dalle aziende sanitarie, se dobbiamo aspettare ancora e quanto dobbiamo aspettare”. I dati riportati dalla sigla sindacale indicano una riduzione complessiva superiore ai 25 milioni di euro per il biennio 2024-2025. Tale contrazione economica interesserebbe medici, infermieri, OSS e personale tecnico-amministrativo, con potenziali ripercussioni sulla qualità dei servizi erogati e sulla capacità del sistema regionale di trattenere i professionisti sanitari. Il segretario ha concluso evidenziando la gravità della situazione per la stabilità del sistema sanitario locale. “Siamo già a metà del 2026 e oltre 16mila operatori sanitari della nostra regione sono in forte difficoltà”, ha rilevato Ginnetti, terminando con un richiamo alla trasparenza: “Tutto questo è inaccettabile. Chiediamo chiarezza e, se a breve non avremo un riscontro da parte della Regione, saremo costretti ad iniziare un percorso di mobilitazione”.
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