La Quinta Commissione del Consiglio regionale, presieduta da Paolo Gatti, ha approvato all’unanimità una risoluzione che impegna la Giunta ad avviare una sperimentazione sul cosiddetto deblistering, una procedura finalizzata a migliorare l’aderenza terapeutica dei pazienti, in particolare quelli anziani, fragili o affetti da più patologie.
La proposta è stata presentata dal vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Blasioli, che ha richiamato i dati diffusi da Cittadinanzattiva secondo cui circa un italiano su due non segue in modo corretto e costante le terapie prescritte. Una criticità che ha ricadute sia sulla salute dei pazienti sia sui costi del Servizio sanitario nazionale, stimati in circa 2 miliardi di euro. Il deblistering consiste nella possibilità, per farmacie e Rsa pubbliche e private, di riconfezionare i farmaci già prescritti dal medico in dosi personalizzate. In pratica, il farmacista, seguendo protocolli definiti dalla Regione, apre i blister originali e riorganizza compresse e capsule in nuovi contenitori, come blister di maggiori dimensioni o bustine, suddivisi per giorno e orario di assunzione. Ogni scomparto contiene esattamente i medicinali da assumere in quel momento, secondo il piano terapeutico individuale.
«Si tratta di uno strumento utile a semplificare l’assunzione dei farmaci e a ridurre errori e dimenticanze, soprattutto nei pazienti con terapie complesse o dimessi da poco dalle strutture sanitarie», ha spiegato Blasioli nella nota. Un valore aggiunto, secondo il vicepresidente, emerge anche nelle Rsa, dove il confezionamento personalizzato facilita il lavoro degli operatori sanitari e riduce il rischio di somministrazioni errate. La sperimentazione regionale sarà preceduta da un percorso partecipativo con le organizzazioni di categoria del settore farmaceutico e sanitario. Il deblistering è già attivo, con modalità diverse, in Lombardia, Veneto, Umbria e Toscana, e trova fondamento giuridico nel decreto legislativo 153 del 2009, come modificato dalla legge di Bilancio 2020. Ora la fase operativa passa alla Giunta regionale e al Dipartimento Sanità, chiamati a definire protocolli e modalità di attuazione. «Monitoreremo l’avvio e l’andamento del percorso, assicurando il coinvolgimento di tutti gli operatori interessati», ha concluso Blasioli.













