“C’è un’abitudine ormai consolidata, ed è quella adottata da Meloni/Marsilio, di parlare d’altro di
fronte ai problemi delle persone e di fronte ai gravi fallimenti delle politiche di governo.
Marsilio, Sospiri e Verì, dopo oltre sei anni di governo, ci vengono a raccontare la favola delle cose
che si dovrebbero fare per rimettere la sanità abruzzese sul binario. Verrebbe da chiedersi che cosa
hanno fatto in questi sei anni, mentre nascondevano i debiti, aumentavano gli stipendi ai manager e
assistevano con inerzia al progressivo smantellamento dei servizi sanitari.
Intanto assistiamo a un balletto francamente indecente tra le componenti della maggioranza, con
l’obiettivo di smarcarsi dal crescente e profondo malcontento popolare. Vale soltanto la pena di
ricordare, sommessamente, che in giunta la delibera di aumento dell’addizionale Irpef l’hanno
approvata tutti, assecondando il diktat di Marsilio, pena cacciata dalla maggioranza
.

Adesso si affannano con gli argomenti e gli alibi più disperati e disparati, danno la colpa al rinnovo
dei contratti (come se fosse un fatto inatteso), alle spese per i servizi o per i presidi (come se non
fossero prevedibili). In pratica lamentano il fatto che si debbano finanziare le poste collegate alla
sanità pubblica. Ma guarda un po’!
Sono gli stessi signori che alla nostra richiesta di condividere una vertenza con il governo per
aumentare il Fondo sanitario nazionale, e quindi i finanziamenti all’Abruzzo, hanno detto di no,
sventolando la bandiera di Fratelli d’Italia. Altre Regioni, anche di centrodestra, hanno accettato
questa sfida. In Abruzzo invece non si muove foglia che Giorgia non voglia.
Infine la nota storiella che la colpa è degli altri, di quelli che c’erano prima (ormai sette anni fa),
della sorte, dei fantasmi, degli alieni. Per non parlare del consigliere D’Addazio, che vuole andare
in giro a spiegare la manovra: stia tranquillo, ci troverà in ogni luogo della regione per smentire la
loro propaganda, ma soprattutto troverà il dissenso e il malcontento degli abruzzesi, che di quella
propaganda non ne possono più.

Siamo di fronte a una classe politica insipiente e irresponsabile che in questi anni ha tollerato che
120mila abruzzesi dovessero rinunciare a curarsi e che, mentre maturava un debito enorme,
distribuiva mancette e finanziava squadre di calcio, cartoni animati, feste, festicciole e sagre.
Saremo in piazza giovedì all’Aquila rispondendo alla convocazione delle parti sociali, come al
solito calpestate da un governo regionale arrogante, e per sostenere la battaglia in Consiglio
regionale dei consiglieri del Pd e del Patto per l’Abruzzo contro l’aumento delle tasse e per una
sanità pubblica più forte e più giusta.
Quelli che hanno governato in questi anni hanno fallito. Liberino l’Abruzzo e se ne vadano
“.

Daniele Marinelli, segretario regionale Pd Abruzzo


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