L’Abruzzo verso le energie rinnovabili. La Regione ha presentato un progetto di legge che definisce le aree idonee e non idonee all’installazione di impianti fotovoltaici ed eolici. L’obiettivo è ambizioso: entro il 2030, la regione dovrà produrre 2,9 gigawatt di energia in più rispetto agli attuali 2,1 gigawatt, come impongono gli obiettivi europei. La proposta di legge ha già innescato un ampio dibattito. Da un lato, c’è la necessità di accelerare la transizione energetica e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Dall’altro, si pone la questione dell’impatto paesaggistico e ambientale di questi nuovi impianti, soprattutto in una regione ricca di bellezze naturali come l’Abruzzo.

La legge individua diverse tipologie di aree idonee all’installazione degli impianti, privilegiando zone già compromesse o industriali. Tra queste: siti di impianti esistenti, cave e miniere dismesse, aree industriali e infrastrutture, coperture di edifici, aree agricole non irrigue e lontane da centri abitati. Sono escluse dalle aree idonee le zone protette, le aree agricole irrigue e quelle con colture pregiate come vigneti e oliveti.

C’è tuttavia preoccupazione per l’impatto visivo degli impianti, soprattutto nelle zone montane e nelle aree di interesse paesaggistico. Si teme inoltre che la proliferazione di pale eoliche possa danneggiare la fauna selvatica. La Regione sottolinea che la legge è stata redatta con l’obiettivo di coniugare la necessità di produrre energia pulita con la tutela del territorio. Sono state previste distanze minime dagli abitati e dai siti di interesse storico-artistico, e sono stati previsti iter autorizzativi accelerati per le aree idonee.

La sfida che l’Abruzzo si trova ad affrontare è complessa. Il dibattito è aperto e si prevede che la discussione in Consiglio regionale sarà animata. Si dovrà trovare un equilibrio tra la necessità di produrre energia pulita e la tutela del paesaggio.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *