Il Tribunale Amministrativo Regionale dell’Abruzzo ha autorizzato l’abbattimento di 469 cervi, in alcune aree circoscritte, come stabilito dalla Regione. La sentenza, fortemente contestata dalle associazioni animaliste e da alcuni esponenti politici, si esprime su una delibera regionale che mira a contenere la popolazione di cervi e a mitigare i danni causati all’agricoltura. Le associazioni ambientaliste avevano presentato ricorso, sostenendo che i dati sul numero effettivo di cervi presenti sul territorio non erano sufficienti e che l’abbattimento avrebbe messo a rischio la sopravvivenza della specie. Per il Tar “non essendo stato monitorato l’intero territorio regionale, il numero ottenuto è certamente una sottostima del numero di cervi attualmente presenti”. Inoltre, si scrive nell’ordinanza, “nell’ambito del bilanciamento degli interessi in conflitto, a fronte di un rischio per la specie che è solo allegato e non dimostrato, il collegio ritiene di poter dare preminenza a quello della sicurezza stradale che include anche la tutela dell’incolumità fisica degli individui“.

La Regione Abruzzo, rappresentata dal presidente Marco Marsilio e dall’assessore all’Agricoltura Emanuele Imprudente, ha accolto con favore la decisione del TAR, sottolineando la necessità di una gestione equilibrata della fauna selvatica. L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha inoltre espresso un parere positivo sull’operazione di contenimento. Nonostante la decisione del TAR, le associazioni ambientaliste hanno annunciato l’intenzione di ricorrere al Consiglio di Stato, cercando di ottenere la sospensione dell’abbattimento prima dell’inizio della stagione venatoria. Obiettivo difficile, visto che all’apertura della caccia mancano appena 5 giorni.


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