In un comunicato i tre esponenti regionali del Pd avanzano proposte per affrontare il problema della mobilità sanitaria passiva, ovvero il flusso di pazienti abruzzesi che si recano in altre regioni per ricevere cure. Il comunicato – che riportiamo in sintesi – denuncia la crisi della sanità regionale, evidenziando un debito crescente, inefficienze, e una carenza di servizi sanitari che porta a un aumento della mobilità passiva. La mobilità passiva si traduce in una perdita economica per la regione, con i cittadini che spendono soldi altrove per cure migliori.
La Regione – i sostiene nel comunicato – dovrebbe investire in centri di eccellenza, ovvero strutture sanitarie altamente specializzate e di alta qualità, capaci di attrarre professionisti e pazienti. L’idea è di concentrarsi su pochi centri regionali, migliorando le strutture esistenti e formando una rete di competenze che possa fornire cure di alta qualità senza far migrare i pazienti in altre regioni. Questi centri dovrebbero essere supportati da una collaborazione con le università locali e da un piano che attragga professionisti attraverso obiettivi concreti e opportunità di crescita.
Il comunicato critica inoltre anche la gestione passata della sanità in Abruzzo, imputando la situazione alla mancanza di programmazione e a politiche inefficaci. Propone un’analisi dettagliata dei dati sanitari per migliorare l’efficienza e ridurre gli sprechi. In sintesi, l’obiettivo è rafforzare la sanità regionale per ridurre la mobilità passiva e, idealmente, incrementare quella attiva, cioè attrarre pazienti da altre regioni.
Inoltre, viene sottolineato che il governo regionale dovrebbe lavorare con le autorità sanitarie e le università per sviluppare un progetto condiviso di miglioramento dei servizi sanitari e creare centri di eccellenza che possano garantire una sanità di alta qualità per tutti gli abruzzesi.














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