La UGL Salute segnala una nuova e crescente preoccupazione per la carenza di medici nel Servizio Sanitario Nazionale, con effetti particolarmente pesanti nel Mezzogiorno. Secondo lo studio Gapmed, in Italia mancano circa 16.500 professionisti, di cui 6.500 nelle regioni del Sud. Il divario emerge anche nel rapporto tra medici e popolazione: il Nord registra 15,2 medici ogni mille abitanti, il Centro 12,76, mentre il Sud si ferma a 10,84. Il segretario nazionale Gianluca Giuliano definisce la situazione il risultato di scelte passate e di condizioni di lavoro che spingono molti professionisti a lasciare il pubblico. “Si creano territori di serie A e territori di serie B, con cittadini che non riescono più ad accedere a cure tempestive e sicure”, afferma. Nel Mezzogiorno, aggiunge, reparti chiudono, i turni sono gravosi e i concorsi spesso non attirano candidati. Giuliano indica come priorità un piano straordinario di assunzioni, incentivi per lavorare nelle aree più fragili, una riforma della formazione specialistica e investimenti strutturali nel Sud. “Il Ministro Schillaci è chiamato a intervenire con decisione per restituire al SSN stabilità ed equità territoriale. Non c’è più tempo da perdere”, conclude.