Cia, Liberi Agricoltori Abruzzo, Confagricoltura e Copagri denunciano una situazione insostenibile per il comparto agricolo abruzzese, schiacciato dalla proliferazione incontrollata di cinghiali, cervi, lupi e specie invasive. Le associazioni di categoria parlano di un settore allo stremo e invocano “interventi urgenti, strutturati e coerenti” per arginare una crisi che minaccia non solo il reddito degli agricoltori, ma la tenuta stessa del territorio regionale.
Nel mirino delle organizzazioni agricole finiscono la mancata applicazione del piano per il contenimento dei cinghiali, la sospensione del prelievo dei cervi a seguito di una sentenza del Tar, l’avanzata della peste suina africana e i risarcimenti per i danni causati dalla fauna selvatica, giudicati tardivi e insufficienti. “Dove viene meno l’agricoltura, si perde presidio, biodiversità e sicurezza alimentare“, sottolineano con preoccupazione le associazioni.
Di fronte a questa emergenza, le sigle agricole si preparano per una decisa “campagna di mobilitazione” che nei prossimi giorni attraverserà l’Abruzzo. “Vogliamo dimostrare, dicono, che l’agricoltura non è la causa del problema, ma la prima vittima di un sistema che ha smesso di funzionare“. Gli agricoltori si sentono “costretti a pagare il prezzo di scelte politiche inefficaci, spesso dettate da ideologie lontane dalla realtà dei campi“.
A sostegno della loro battaglia, verrà avviata una raccolta firme, un “appello alla responsabilità e al buonsenso” per ristabilire un equilibrio tra uomo e natura, considerato non una provocazione, ma una necessità vitale per il futuro del territorio.
Il culmine della mobilitazione è fissato per lunedì 13 maggio a L’Aquila, con una manifestazione regionale che si terrà a partire dalle 10:00 davanti alla sede del Consiglio Regionale d’Abruzzo. Proseguirà poi il giorno 14 davanti al Tar dell’Aquila in occasione dell’udienza di merito alla delibera regionale che autorizzava l’abbattimento di 469 cervi.














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