Il progetto del IV lotto della Teramo Mare, opera viaria da 175 milioni di euro, è al centro di una nuova interrogazione parlamentare, presentata dall’onorevole Daniela Torto (M5S), che chiede di abbandonare l’attuale tracciato a favore di soluzioni alternative, alla luce della nuova perimetrazione del Piano Stralcio Difesa Alluvioni (PSDA) del fiume Tordino.
La consigliera comunale di Roseto degli Abruzzi, Rosaria Ciancaione (Liberi Progressisti) spiega che il progetto, redatto nel 2022, si basa su un PSDA risalente a 17 anni fa, che non tiene conto delle nuove mappe di pericolosità idraulica approvate dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale. Mappe che evidenziano un’estensione maggiore e diversa delle zone a rischio idraulico lungo il percorso e alla foce del fiume Tordino, interessando non solo Giulianova, ma anche l’abitato di Cologna Spiaggia e la Riserva del Borsacchio.
Il Ministero della Cultura, da rilevare, ha già espresso parere negativo sul progetto. In una nota inviata al Ministero per l’Ambiente, il ministero sottolinea che il tracciato della Teramo Mare genererebbe trasformazioni permanenti e irrevocabili del paesaggio naturale del fiume Tordino, violando il Piano Regionale Paesistico e sviluppandosi in gran parte all’interno della fascia di 150 metri dal fiume. A rischio, quindi , l’esito positivo della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), circostanza che rende annullabile qualsiasi autorizzazione.
Con questa seconda interrogazione, l’onorevole Torto auspica che il progetto venga riconsiderato con l’obiettivo di “evitare disastri ambientali, memori delle recenti alluvioni in Emilia Romagna e a Valencia“.













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