Era il 21 settembre quando Giorgio Lanciotti salì in solitaria su per il massiccio del Gran Sasso. Una fugace apparizione al Franchetti e poi più nulla. Inghiottito dalle viscere di quella montagna che ogni anno presenta il conto delle sue vittime. In tanti hanno cercato quel corpo, gente esperta, mezzi e soprattutto impegno e voglia. La voglia di restituire un figlio, seppure nel modo più triste, ai suoi genitori. Tra questi Pasquale Iannetti, guida alpina veterana, profondo conoscitore di ogni angolo di quell’enorme pietra che divide in due l’Italia. Con lui decine di volontari sensibili al suo appello, gente in grado di badare a se stessa e di dare del tu a quei luoghi. Li cita uno per uno, li chiama il “popolo della montagna”, come sinonimo di solidarietà. Di Lanciotti tuttavia, nonostante gli sforzi, nessuna traccia. Ora le ricerche sono sospese, ma Iannetti non demorde, e nel ringraziare coloro che lo hanno sostenuto fa anche una promessa:
“Voglio ringraziare di vero cuore tutti i Veri Volontari che hanno partecipato alle ricerche di Giorgio Lanciotti. Persone che si sono mosse subito senza un ma e senza un forse, spinte dalla forza della solidarietà e dallo spirito che contraddistingue il “Popolo della Montagna”. Ho ricevuto anche telefonate da coloro i quali erano sinceramente dispiaciuti perchè non avrebbero potuto partecipare, fortunatamente molto più numerosi di quelli che si sono rifiutati o, peggio, che non hanno neanche risposto.
Ci sono state persone che hanno speso dei soldi per venire a Prati di Tivo, che hanno lasciato il lavoro, le famiglie per correre a darci una mano; persone che sono partite alle quattro del mattino per essere puntuali alle sette all’appuntamento, persone che si sono caricate sopra le spalle le attrezzature necessarie ed hanno faticato e sofferto per tutto il giorno e che solo a mezzanotte sono tornate a casa. Stanche sì, ma soddisfatte per avere aggiunto un pezzettino di cuore a quello più grande della solidarietà umana.
Dirò solo i nomi dei tanti che sono corsi al nostro richiamo e mi scuso se dimenticherò qualcuno: Cinzia, Maura, Michele, Roberto, Pierluigi, Niccolo’, Maurizio, Giovanni, Alfredo, Andrea, Alessandra, Alvaro, Lucio, Ludovico, Paola, Laura, Alfonso, Tommaso, Leonardo, Giuseppe, Milena, Luigi, Berardo, Antonio, Corrado, Rebecca, Adantina, Elio, Stefano, Federica, Piero, Fulvio, Norbert, Claudio, Monica, Linda, Rita, Gabriele, Giampiero, Silvie, Ivano, Giovanni, Serafina, Fabrizia, Lucia, Piernicola, Amedeo e tutti gli altri. Non sono mancate critiche, offese e accuse varie (che non lascerò cadere) da parte di chi, evidentemente, non ha mai incrociato il proprio sguardo con quello di Gloriano, di Cesarina, di Isabella e di Pierpaolo Lanciotti, ai quali questa grande dimostrazione di solidarietà umana ha alleggerito il peso indescrivibile del loro dolore.
Insomma, il Popolo della Montagna è speciale, è unito da un filo sottile ed invisibile ma più forte di una corda. Il Popolo della Montagna è silenzioso, ma sa comunicare più di chiunque altro, il suo linguaggio è universale perché è quello della solidarietà e dell’amore. Il Popolo della Montagna, così come non sente la fatica, non ascolta polemiche o dissuasioni, ma risponde al richiamo della fratellanza e corre in aiuto di chi ne ha bisogno, col solo scopo di essere utile e, soprattutto, di partecipare ai sentimenti degli altri. Cari volontari, questo e tanto altro siete voi, pronti, generosi e preziosi, non ci saranno mai parole sufficienti per ringraziarvi, ma sappiate che il vostro gesto è grande come il vostro valore.
L’appuntamento dell’incontro con Giorgio è però solo rimandato. Se saremo fortunati e le condizioni del tempo lo dovessero permettere, quei giovani alpinisti che domenica 10 novembre, erano sulle severe pareti della vetta Orientale, hanno dato la disponibilità per tornare a percorrere le vie che ho indicato e, forse, potremmo mettere la parola fine a questa tragica vicenda. Ho un solo grande rammarico e cioè che il mio stato di salute, in questo momento, non mi consente di fare nessuna delle vie sul Paretone e, se fossi stato bene, vi garantisco che ogni giorno sarei stato lassù, su quelle pareti amiche che mi hanno regalato momenti fantastici con amici veri come voi.
Grazie di vero cuore“.
Pasquale Iannetti













Lascia un commento