Giornata in consiglio comunale segnata da una tensione palpabile che va ben oltre la cronaca amministrativa. Dopo le fibrillazioni provocate dalla presentazione della nuova giunta, un tema che ha già riempito le pagine del dibattito politico locale, (leggi l’articolo correlato), è arrivato il momento di affrontare i punti all’ordine del giorno. Tuttavia, quello che doveva essere un percorso lineare si è rivelato una salita ripidissima, confermando una volta di più come questa maggioranza, nonostante le rassicurazioni di facciata fornite dai suoi esponenti, stia mostrando segni di logoramento strutturale che lasciano presagire scenari ancora più complessi. In un primo momento, la coalizione di governo sembra aver tenuto botta, approvando il rendiconto finanziario per l’esercizio 2025, corredato dalle relazioni tecniche previste dal Testo Unico degli Enti Locali, e alcune variazioni fondamentali al bilancio di previsione 2026/2028. Ma l’apparente stabilità si è sgretolata non appena la discussione è entrata nel merito di tre importanti capitoli per la vita cittadina: la fornitura elettrica per le palazzine ex-mutilati di via Duca D’Aosta, l’acquisto dei locali in piazza Scarselli per il Centro per l’impiego e il nuovo regolamento scolastico. Il caso delle palazzine ricostruite è emblematico del paradosso amministrativo in corso. Per permettere ai residenti di tornare finalmente nelle proprie case, è necessaria la costruzione di una nuova cabina Enel su suolo comunale, un passaggio che richiede un’approvazione specifica. Proprio qui si è registrata la prima preoccupante impasse: il venir meno dalla maggioranza di un voto fondamentale che ha rischiato di far slittare l’attivazione delle utenze a tempo indeterminato e ostacolare di conseguenza il rientro dei residenti. Un incidente che non è rimasto isolato. La stessa mancanza di compattezza ha bloccato anche l’iter per la nuova sede del CPI e le modifiche alle norme scolastiche. Tra lo scarso pubblico c’è chi ha azzardato di un malizioso avvertimento alla coalizione di governo, spedito da consiglieri insoddisfatti. Un modo per disapprovare il principio di conservazione della massa applicato alla cattiva politica: nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto prende una nuova forma rimanendo però uguale a sè stesso. Non sarebbe neanche il primo caso. C’è voluto il sostegno della minoranza affinchè i tre punti superassero lo scoglio della bocciatura. “Un dimostrazione di serietà e buon senso“, il commento che si è levato dai banchi dell’opposizione. Davanti a questo scenario, la domanda sorge spontanea, recuperando il celebre interrogativo di Antonio Lubrano. Cosa si nasconde davvero dietro i malumori di questa maggioranza? Quale sarà la sua reale capacità di tenuta nei mesi a venire? Per i cittadini teramani, l’incertezza politica rischia di tradursi in un ristagno dei servizi essenziali, lasciando aperta la questione su quanto questo deterioramento possa effettivamente minare la stabilità dell’intera consiliatura.

di Enrico Squartini

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