–Redazione
Avviso di “sfratto” della Provincia al Centro per l’Impiego di via Milli. Tutto ha inizio nel 2018 quando il primo avviso arriva direttamente dal terremoto che devastò parte dell’Abruzzo mesi prima. In quel periodo gli uffici si trovavano in via Taraschi, in alcuni locali adiacenti la Casa dello Sport. L’edificio fu dichiarato inagibile e di conseguenza fu evacuato. Da allora il personale, armi e bagagli trova albergo nello stabile di via Milli di proprietà della Provincia, in attesa di una collocazione definitiva in altra e più appropriata sede.
I Centri per l’Impiego, è bene specificare, sono di competenza regionale ed è la Regione che ha ricevuto l’avviso di sfratto. Tuttavia, il compito di scegliere la sede è esclusivo del Comune. Lo stabilisce la legge. Un privilegio concesso alla struttura amministrativa più vicina alla realtà locale che ha un fondamento preciso: nessuno più di lei conosce i bisogni del proprio territorio. Sia dal punto di vista logistico, di accesso che di priorità.
Sono passati sei anni e nonostante le ripetute richieste della Provincia di riavere indietro i suoi spazi, l’ultima di pochi giorni fa, il Centro è ancora lì. Soltanto nell’agosto scorso il Comune avrebbe avviato una “manifestazione d’interesse” per la ricerca di locali adatti. Ma, ammesso che si trovino a breve, occorrerà del tempo per renderli funzionali e l’ultimatum scade il 20 settembre, almeno per due delle quattro stanze reclamate. Quella dove un’evidente infiltrazione d’acqua rende necessari dei lavori urgenti e quella riservata alla responsabile del Centro destinata alla Polizia Provinciale. Le altre, di dimensioni molto ridotte, rimarrebbero per il momento disponibili. Disponibili ma largamente insufficienti per le necessità dell’ufficio. Una concessione che – si dice – avrebbe il doppio obiettivo di non interrompere un pubblico servizio ma anche di dare una “spintarella” all’apparente indolenza del Comune.
Il Centro per l’impiego occupa 10 persone e a queste vanno aggiunte le visite giornaliere di chi cerca lavoro. In autunno, tra l’altro, partirà il programma GOL previsto dal PNRR. Gli uffici competenti dovranno raccogliere informazioni sui disoccupati, disegnarne un profilo e indirizzarli verso dei corsi di formazione gratuiti. Un impegno di spesa per l’intera nazione di 4,4 miliardi di euro. Si prevede, pertanto, un notevole via vai di persone incompatibile con le dimensioni dello spazio a disposizione. Chi vivrà vedrà. A margine della vicenda si inserisce la mancata riapertura della Sala Polifunzionale di via Comi di proprietà della Provincia. Ci si chiede perchè la Regione a lavori ormai ultimati non provveda ancora ad avviare la procedura per la sua riapertura. Che questo abbia un ruolo nella storia?













Lascia un commento