Si è innescato un acceso dibattito riguardo al progetto di estrazione di gas a Collesanto, nella Val di Sangro. Al centro della polemica c’è l’area mineraria, già esistente dal 2007, che secondo i vertici di Azione potrebbe rappresentare una soluzione per il caro energia e per la salvaguardia dell’occupazione. Una posizione netta sostenuta dal deputato e segretario regionale del partito, Giulio Sottanelli (foto in copertina), e dal consigliere regionale Enio Pavone.
Sottanelli respinge le accuse di chi si oppone al progetto, etichettando le critiche come “populismo” e sottolineando che “non si tratta di nuove trivellazioni, ma di un’area già autorizzata. Non si può giocare sulla pelle dei cittadini, delle aziende e degli occupati della Val di Sangro che dipendono da quell’energia,” mettendo in evidenza le garanzie ambientali e geologiche certificate dalla Commissione VIA nazionale. “Non è ammissibile, aggiunge, “sprecare” un’opportunità concreta per sostenere le imprese e tagliare le bollette“.

Per il consigliere Pavone “non si può rinunciare a un’energia che salverà imprese, difenderà l’occupazione e abbatterà il costo delle bollette per le famiglie.” Pavone che in passato aveva sostenuto la legge sulla Riserva naturale del Lago di Bomba, aggiunge che “oggi la situazione è diversa” e cita l’esempio della Basilicata, dove pozzi petroliferi coesistono con il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese.
I due esponenti di Azione concludono ribadendo l’importanza del gas di Collesanto per il territorio. “Il gas di Collesanto, già valutato positivamente dagli organi tecnici dello Stato, può essere la leva per salvaguardare la più importante area industriale dell’Abruzzo,” sostengono Sottanelli e Pavone, sottolineando come l’area valga “quasi la metà del PIL regionale” e che il progetto potrebbe scongiurare delocalizzazioni e ridare competitività all’intera zona.













