La Uil Abruzzo segnala un quadro di forte vulnerabilità sociale dopo il “Rapporto Caritas 2026”, che indica come il 20% dei residenti regionali sia oggi a rischio povertà. In aumento anche le persone assistite dalla rete Caritas Abruzzo-Molise, salite a 6.656 nel 2025. Massimo Longaretti, segreteria Uil Abruzzo, evidenzia la natura multidimensionale del fenomeno: “La povertà non è più un’emergenza passeggera. Il 78,1% degli assistiti affronta difficoltà economiche, il 44,2% problemi occupazionali, il 34,9% vulnerabilità abitativa”. Critico il legame tra indigenza e salute: nell’area Abruzzo-Molise il 17,1% degli utenti presenta fragilità sanitarie. “Chi è povero si ammala di più e ha meno strumenti per curarsi. Le liste d’attesa e i costi delle prestazioni private stanno trasformando il diritto alla salute in un privilegio”, afferma Longaretti. Il Rapporto segnala anche una polarizzazione generazionale, con molte famiglie con minori e un aumento degli over 65 tra gli assistiti. “Le pensioni minime non coprono più il costo della vita e l’isolamento pesa enormemente”, osserva la Uil.
Solo l’8% degli utenti Caritas risulta preso in carico dai servizi pubblici. “La rete del terzo settore è fondamentale, ma non può sostituire lo Stato. Le carenze degli ATS generano diseguaglianze nell’accesso ai sostegni”, sottolinea il sindacato. La Uil Abruzzo chiede interventi urgenti alla Regione: “Serve rafforzare la sanità pubblica, attuare i LEPS e contrastare il lavoro povero. Non è una crisi passeggera, ma un impoverimento strutturale”. Longaretti conclude: “Il Rapporto Caritas è il grido d’aiuto di migliaia di famiglie. Continueremo a batterci perché dignità del lavoro, inclusione e salute tornino al centro dell’agenda regionale”.













