Il capogruppo di Azione in Consiglio regionale, Enio Pavone, è intervenuto nel dibattito sulla proposta di legge per l’istituzione della Consulta dei Giovani d’Abruzzo attraverso un comunicato del quale riportiamo una sintesi. Pavone ha sottolineato la necessità che la Consulta rappresenti un modello di partecipazione democratica per i giovani, in un contesto di loro progressivo allontanamento dalla vita pubblica, e non diventi oggetto di scontro politico.
Ha inoltre dichiarato di aver sottoscritto la proposta di legge presentata da Marilena Rossi (Fratelli d’Italia) e di aver depositato 17 emendamenti con l’obiettivo di migliorarla. Tra le modifiche proposte, figurano il rafforzamento del ruolo propositivo della Consulta con l’istituzione di una sede a Pescara, e l’ampliamento delle funzioni con la previsione di pareri vincolanti in caso di unanimità e competenze sui fondi destinati ai giovani. Altri emendamenti riguardano una maggiore trasparenza nelle procedure di iscrizione all’Elenco dei partecipanti, il superamento di incompatibilità per i giovani amministratori, la garanzia della parità di genere nella composizione e l’obbligo di indicare il numero di proposte di legge elaborate nella relazione annuale.
La modifica più significativa presentata da Azione concerne la composizione della Consulta. Pavone ha proposto una revisione del testo originario, che prevedeva la nomina dei membri da parte dei consiglieri regionali. La sua proposta prevede che la Consulta sia composta da rappresentanti di diverse realtà giovanili, tra cui l’Assessore regionale competente, rappresentanti di associazioni giovanili, studenti universitari (uno per ciascun capoluogo), studenti delle scuole superiori, movimenti giovanili sindacali, giovani imprenditori, rappresentanti delle formazioni giovanili dei partiti politici, giovani amministratori comunali e provinciali.













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