La 29ª edizione del Premio Internazionale della Fotografia Cinematografica “Gianni Di Venanzo”, a cura di Teramo Nostra del presidente Piero Chiarini, ha assegnato i primi riconoscimenti a due grandi maestri della fotografia:
L’Esposimetro d’Oro alla Memoria è stato conferito a John Bailey, scomparso nel novembre 2023. Bailey, già presidente dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, è stato un direttore della fotografia di grande talento, apprezzato per la sua capacità di catturare l’anima dei film. Nel 2019 ritirò a Teramo l’Esposimetro d’Oro alla Carriera e nel corso di quella edizione fu molto disponibile nell’incontrare studenti e appassionati per parlare del lavoro dell’autore della fotografia e della sua enorme esperienza. “Il direttore della fotografia – disse Bailey in quell’occasione – è il custode del film, della sua storia e insieme al montaggio è quello che realizza il cuore, l’anima del film. Più del regista, perché i registi-autori sono davvero un’eccezione”. E poi spiegò perché accettò con entusiasmo di partire da Los Angeles per raggiungere Teramo: “Perché questo è un Premio, un festival, dedicato esclusivamente ai Direttori della fotografia cinematografica, e poi perché questa è la città natale di Gianni Di Venanzo e questa cosa mi procura un’emozione particolare. Ho visto “Salvatore Giuliano” di Francesco Rosi, con la fotografia di Di Venanzo, da ragazzo e ne sono rimasto impressionato per la bellezza e prima di venire qui l’ho rivisto e mi è sembrato ancora più intenso e anche tenero”.
L’Esposimetro d’Oro alla Carriera è stato assegnato a Renato Berta. Come scrive Stefano Masi nel suo Dizionario mondiale dei direttori della fotografia, 2007 – Le Mani, “Berta, svizzero italiano, nato a Bellinzona il 2 marzo 1945. Cineasta di respiro europeo votato al film d’autore di piccolo e medio budget. Al principio della carriera, in patria, ha incarnato sul fronte dell’immagine la voglia di rinnovamento espressa dalla Nouvelle Vogue elvetica… è stato successivamente scritturato da molti produttori francesi, ottenendo il Prix César per gli impasti cromatici di Au revoir les enfants (1987; Arrivederci ragazzi) di Louis Malle…” Ormai definitivamente affermato come uno dei grandi nomi della fotografia europea, nel corso degli anni novanta costituisce due importanti sodalizi professionali al di fuori del cinema francese, con il portoghese Manoel de Oliveira e con l’israeliano Amos Gitai. Negli anni Duemila lascia un segno significativo anche nel cinema italiano, firmando le immagini del risorgimentale Noi credevamo (2010) regia di Mario Martone, che gli valgono il David di Donatello per il miglior direttore della fotografia. Nel 2009 gli è stato assegnato il Premio Cinema Ticino alla 62ª edizione del Festival di Locarno.
Appuntamento a venerdì 20 per la presentazione del Premio, presso la sala consigliare di via Milli. La cerimonia di premiazione si terrà invece il 12 ottobre.













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