In un momento in cui l’allarme globale sui cambiamenti climatici si intensifica – tra il recente rapporto ONU sui gravi problemi innescati e i dati Lancet che vedono raddoppiare in dieci anni i decessi per il caldo in Italia – i Comuni della costa teramana uniti nell’associazione “Città della Costa” passano all’azione.
Ieri sera, presso la sala consiliare della Provincia, i Comuni hanno sottoscritto un Protocollo d’intesa che li impegna a integrare le conoscenze, le proposte e le indicazioni emerse dal progetto LIFE GREEN NET nei rispettivi piani urbanistici. Uno sforzo che mira a tradurre in azioni operative il contrasto al cambiamento climatico, focalizzandosi sulla riduzione della vulnerabilità dei sistemi costieri urbani.
Il progetto, coordinato tecnicamente dalla Provincia (servizio Urbanistica con l’architetto Giuliano Di Flavio) e supportato da un gruppo di progettazione che include Legambiente, l’Università di Camerino e Res Agraria, utilizza come strumento operativo la Piattaforma Web GIS “A_GreeNet” per ripensare la pianificazione territoriale.
Il Comune di Silvi è capofila, con il sindaco Andrea Scordella che parla di un “punto di svolta” e di un “modello di intervento nuovo” messo a disposizione anche dei cittadini. Il Presidente della Provincia, Camillo D’Angelo, ha espresso l’orgoglio per un’azione che lavora “sull’innovazione e sulla qualità” in un tema cruciale, puntando a favorire l’integrazione delle infrastrutture verdi nei processi di elaborazione dei piani territoriali e locali.
L’obiettivo macro è l’attivazione di politiche regionali e locali per la realizzazione delle infrastrutture verdi costiere e la promozione di un Osservatorio regionale dei cambiamenti climatici e della salute.
Per raggiungere la resilienza ambientale e migliorare la qualità della vita, il piano di lavoro si concentra su quattro macro-azioni principali (aumentare la quantità e la qualità degli spazi verdi, accrescere la resilienza urbana e sostenere la governance multilivello) e prevede i seguenti interventi concreti:
- 6 interventi di restauro delle foreste urbane (pinete esistenti, area 21,9 ettari ad Ancona, San Benedetto, Alba Adriatica, Pineto, Silvi, Pescara) per il recupero di circa 5000 alberi.
- Sequestro medio di CO2 di 17.915 ton/anno e di 78,9 ton/anno di PM10 derivanti dal restauro delle foreste urbane.
- 1 intervento di rigenerazione di suolo (8,33 ha) per il ripristino e il potenziamento della rete acque meteoriche, con un assorbimento del 50%.
- 3 interventi di micro forestazione urbana (su 2,7 ettari) per ridurre la temperatura nelle aree di intervento (fino a 200 ml) in media di 1,83^\circ\text{C}.
- Abbattimento di \text{CO}_2 per 1.096 ton/anno e \text{PM}10 per 1,93 ton/anno derivanti dagli interventi di micro forestazione urbana.
- 600.000 euro di investimenti da attivare per 15 interventi realizzati da imprese tramite bandi a sportello.













