La diffusione del virus Blue Tongue, noto anche come “lingua blu”, sta assumendo proporzioni allarmanti in Abruzzo, dove la zootecnia regionale è messa a dura prova da un’epidemia che minaccia la sopravvivenza di centinaia di aziende agricole. E’ quello che sostiene la Confederazione Italiana Agricoltori (CIA) Abruzzo, che chiede misure straordinarie e immediate per contenere il contagio e sostenere gli allevatori.
Secondo i dati aggiornati al 15 settembre dall’Istituto Zooprofilattico di Teramo, riporta una nota, i casi accertati tra gli ovini sono circa 1400. Un migliaio di capi sono morti, altri sono stati abbattuti per arginare la diffusione del virus con conseguenze devastanti sul piano economico.
«Non è solo un’emergenza sanitaria, ma un problema sociale ed economico che rischia di desertificare intere comunità rurali», ha dichiarato Nicola Sichetti, presidente di CIA Abruzzo. «Senza un sostegno concreto, molte aziende non riusciranno a ripartire».
La Confederazione ha chiesto alla Giunta e al Consiglio regionale di intervenire con urgenza, proponendo un pacchetto di misure straordinarie. Tra le richieste: indennizzi immediati per gli allevatori colpiti, campagne di vaccinazione mirate, semplificazione burocratica per l’accesso ai fondi e un piano di rilancio per le aree interne più vulnerabili.
La situazione resta critica e l’appello della CIA è chiaro: senza un intervento tempestivo, l’Abruzzo rischia di perdere una parte fondamentale del suo tessuto produttivo e identitario. Tra le richieste, Indennizzi rapidi per gli allevatori colpiti; Contributi per coprire i costi di vaccinazioni e repellenti e Fondi per ricostruire il patrimonio zootecnico decimato dal virus.
Inoltre, la CIA Abruzzo propone l’avvio, a partire dal 2026, di una campagna di vaccinazione preventiva su scala regionale per prevenire future epidemie.













