L’Italia è alle prese con una crescente diffusione della Bluetongue, una malattia infettiva che colpisce principalmente gli ovini e i bovini. Come emerso da un recente webinar organizzato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Teramo con 350 esperti, i casi di questa patologia sono in aumento, soprattutto in Sardegna.
La situazione è particolarmente critica a causa della comparsa di alcuni sierotipi del virus, come il 3 di origine nordafricana, che rendono più difficile la lotta alla malattia. La carenza di vaccini specifici ha costretto le autorità sanitarie a adottare misure straordinarie per garantire la protezione degli animali.
“L’epidemia di Bluetongue rappresenta una sfida complessa per la sanità animale italiana” – hanno sottolineato gli esperti – la rapida evoluzione del virus e la sua diffusione geografica richiedono un costante monitoraggio e una risposta tempestiva da parte di tutti gli attori coinvolti“.
Durante il webinar, scienziati, veterinari e altri esperti del settore hanno discusso delle ultime novità sulla Bluetongue e hanno condiviso le loro conoscenze per trovare soluzioni efficaci. L’importanza di una stretta collaborazione tra istituzioni, università e aziende private è emersa come elemento fondamentale per affrontare questa emergenza.
“La Bluetongue è una malattia che non conosce confini“, è stato inoltre evidenziato “Per questo motivo, è necessario un approccio coordinato a livello nazionale e internazionale per contenere l’epidemia e proteggere la salute degli animali e delle persone“.
L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Teramo, in qualità di Laboratorio Nazionale di Riferimento, svolge un ruolo cruciale nella sorveglianza epidemiologica e nella diagnosi della Bluetongue. Grazie al lavoro dei suoi ricercatori, è possibile monitorare l’evoluzione della malattia e sviluppare nuove strategie di controllo.














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