Il Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria (SAPPE) lancia un allarme sulla gestione della Casa Circondariale di Pescara, che attualmente risulta priva di un direttore e di un comandante di reparto titolari. In una nota indirizzata al Ministero della Giustizia e al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP), il segretario generale del SAPPE, Donato Capece, denuncia le gravi difficoltà che il personale in servizio deve affrontare quotidianamente.
La situazione, già complicata da un notevole sovraffollamento, vede la struttura ospitare 389 detenuti, ben al di sopra dei 276 posti disponibili. A questo si aggiunge la carenza di personale: il sindacato lamenta la mancanza di 47 unità di Polizia Penitenziaria, con soli 119 agenti effettivamente presenti a fronte dei 166 previsti.
Come se non bastasse, i vertici dell’istituto sono solamente figure reggenti, distaccate da altri penitenziari e presenti nella struttura solo per pochi giorni a settimana. Una condizione che, secondo il SAPPE, fa sentire il personale “completamente abbandonato”. Il sindacato, che aveva già segnalato la situazione in una visita precedente, ribadisce la necessità di potenziare l’organico e chiede con urgenza ai vertici ministeriali di assegnare in modo stabile un direttore e un comandante titolari al carcere di Pescara, ritenuto troppo complesso per essere gestito in assenza di una guida permanente.













