L’Associazione di Base dei Consumatori ha presentato una segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per richiedere verifiche urgenti sull’improvviso aumento dei prezzi di benzina e gasolio registrato a partire dal primo marzo 2026. I rincari, dice l’associazione, non sarebbero giustificati dalle attuali quotazioni del greggio e potrebbero derivare da manovre speculative o intese restrittive tra le compagnie petrolifere. I dati rilevati evidenziano medie critiche in diverse regioni, con punte che in Abruzzo hanno raggiunto 1,850 euro al litro per il gasolio in modalità self-service e valori ancora superiori a Bolzano, in Valle d’Aosta e in Liguria. L’aumento dei costi energetici rischia infatti di riflettersi rapidamente sulla filiera distributiva, con previsioni di rincari tra lo 0,5% e l’1,5% per i beni alimentari entro la fine del mese. Le ripercussioni più immediate sono attese per i prodotti freschi come latticini e carne, a causa dell’alta incidenza della logistica e dei trasporti sui prezzi finali di vendita.