Il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri (nella foto), ha presentato questa mattina a Pescara il nuovo progetto di legge per il riordino del Sistema Idrico Integrato Abruzzese. Questa riforma strutturale mira a rivoluzionare la gestione dell’acqua nella regione, con l’obiettivo di superare l’attuale frammentazione delle società di gestione, garantire un servizio più efficiente e preparare il sistema alle sfide future.

Alla conferenza stampa hanno partecipato anche l’assessore regionale Emanuele Imprudente, la vicepresidente del Consiglio Marianna Scoccia, il capogruppo di Forza Italia Emiliano Di Matteo, il presidente della Commissione Bilancio Vincenzo D’Incecco (Lega) e l’ex consigliera regionale Sara Marcozzi.

Presente all’incontro anche Sara Marcozzi, già presidente della Commissione d’inchiesta sull’emergenza idrica della scorsa legislatura. Marcozzi ha ribadito la necessità di “ragionare di sistema“, superando la logica dei campanili. “Il futuro è oggi“, ha detto, richiamando le priorità emerse dalla relazione finale della Commissione: aumento dell’infrastrutturazione, diversificazione delle fonti, efficientamento delle reti e industrializzazione della gestione.

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Lorenzo Sospiri

Il fulcro della riforma è la creazione di due macro subambiti, che andranno a sostituire gli attuali sei ambiti territoriali. Questi due nuovi subambiti saranno individuati dalla Giunta su proposta dell’ERSI, e ciascuno sarà gestito da una società pubblica “in house”, garantendo così un’unica gestione e superando la frammentazione esistente.

Il nuovo assetto prevede anche l’istituzione di due A.S.S.I. (Assemblee dei Sindaci), ciascuna guidata dal presidente della provincia con il maggior numero di abitanti, e un Consiglio Direttivo ERSI composto da sei membri (tre per ciascuna A.S.S.I.). Le attuali società di gestione – ACA, SACA, SASI, RUZZO, CAM, GSA – continueranno ad operare fino alla scadenza delle rispettive concessioni, previste per il 2027 per la maggior parte e per il 2031 per GSA. Le nuove gestioni subentreranno entro sei mesi dalle rispettive scadenze.

“Presentiamo una rivoluzione della governance“, ha dichiarato Lorenzo Sospiri, sottolineando come la riforma punti a ridurre gli sprechi, migliorare l’efficienza, uniformare le tariffe e garantire un’erogazione continua e stabile. “Le gestioni in economia sono ormai insostenibili. Vogliamo essere pronti per gestire, non per rincorrere emergenze”, ha aggiunto, evidenziando che il nuovo assetto è pensato anche per facilitare le economie di scala, la digitalizzazione e l’interconnessione delle reti.

L’assessore Imprudente ha ricordato che, nonostante siano stati destinati “oltre 720 milioni di euro negli ultimi anni al sistema idrico“, ora “serve una governance riformata” per rendere efficaci le opere finanziate e migliorare la gestione delle risorse. “Si apre una nuova fase che coinvolgerà tutti i portatori di interesse per costruire una visione regionale condivisa“, ha affermato.

Marianna Scoccia, vicepresidente del Consiglio, ha definito la proposta “una legge concreta, non ideologica, pensata per rafforzare le società pubbliche e garantire un servizio stabile ed efficiente“. Per Vincenzo D’Incecco, la riforma rappresenta “un cambio di passo nella gestione dell’acqua pubblica“, utile anche per agevolare l’accesso ai fondi europei e nazionali e migliorare la qualità della depurazione.

Il testo della proposta di legge, aperto ai contributi dei territori e dei portatori di interesse, sarà ora oggetto di confronto nella Seconda Commissione già prima della pausa estiva, come anticipato dal presidente della Commissione Territorio Emiliano Di Matteo. Questa riforma è destinata a segnare un passaggio cruciale per l’Abruzzo, che punta a una gestione dell’acqua più moderna, efficace e sostenibile.


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