Abruzzo Insieme ha diffuso una nota ufficiale, firmata dal capogruppo Giovanni Cavallari, nella quale prende posizione sullo stato del comparto emergenziale a seguito delle ultime manovre finanziarie regionali. “Il bilancio approvato dalla maggioranza guidata da Marsilio, si legge, , certifica una verità semplice: la sicurezza dei cittadini non è una priorità”, un’affermazione che il gruppo sostiene non essere una valutazione politica ma l’esito dell’analisi degli atti ufficiali. Proseguendo nell’esame dei documenti, il comunicato evidenzia come “il Dipartimento segnala un disallineamento grave tra fabbisogni e risorse” e che, parallelamente, “mancano le coperture per le assunzioni richieste dall’Agenzia”. A supporto di tale tesi vengono citati i rilievi tecnici, spiegando che “i revisori dei conti certificano criticità pesanti: ritardi nei pagamenti, assenza del fondo rischi per le spese legali, mancata valutazione dei contenziosi” e che, nonostante tale quadro, il bilancio sia stato comunque confermato. Secondo Abruzzo Insieme questa gestione equivale a “scegliere di ignorare i problemi e scaricare le responsabilità” approvando uno strumento finanziario privo di basi solide. Il movimento sottolinea inoltre che “si rinvia la spesa per il personale e si rendono le risorse incerte e subordinate a trasferimenti non garantiti”, definendo tale condotta come la fotografia di una gestione priva di credibilità. La nota pone l’accento sulla tempistica di queste decisioni, ricordando che il territorio sta affrontando fasi delicate, come dimostrato dalla recente visita del Capo della Protezione Civile nazionale, l’ingegner Ciciliano, per il dissesto di Silvi, motivo per cui “di fronte a un quadro così grave, la Regione non rafforza il proprio sistema di emergenza ma lo indebolisce”. Entrando nel merito operativo, il comunicato lamenta che “si sceglie, consapevolmente, di esporre il sistema a maggiori rischi” e che i lavoratori operano tra straordinari non riconosciuti e carichi crescenti. In conclusione, la nota di Abruzzo Insieme ribadisce che “la Protezione Civile non può essere trasformata in una struttura fragile proprio mentre aumenta il livello delle emergenze”, richiamando chi governa la Regione alle proprie piene responsabilità poiché “la sicurezza dei cittadini non può essere subordinata a equilibri politici o a operazioni di facciata”.