Centinaia di agricoltori abruzzesi si sono uniti ai ventimila manifestanti di Coldiretti scesi in piazza da Nord a Sud per dire basta ai “trafficanti di grano” e allo schiacciamento del prezzo nazionale sotto i costi di produzione.

Partiti con bus organizzati dalle diverse province, gli agricoltori si sono radunati a Bari, città simbolo del “Granaio d’Italia”. La loro partecipazione sottolinea la grave crisi che colpisce anche l’Abruzzo, regione tutt’altro che marginale nello scenario cerealicolo nazionale, con i suoi 37.200 ettari coltivati a grano duro e 5.804 aziende produttrici coinvolte.

La protesta è un grido d’allarme per la dignità del lavoro agricolo e per chiedere misure concrete contro le speculazioni che stanno riportando il prezzo del grano ai livelli pre-guerra Ucraina, a soli 28 euro al quintale, a fronte di costi di produzione in aumento. Gli agricoltori abruzzesi chiedono, insieme al resto della Coldiretti, controlli più severi e l’applicazione della legge contro le pratiche sleali.