Il Comitato Civico a Tutela dell’Ospedale Val Vibrata e della Sanità Pubblica, in una nota che riportiamo in sintesi, informa sui motivi che rendono opportuna la revoca della legge regionale n. 60 del 28 dicembre 2023. Secondo quanto esposto dai rappresentanti dell’organizzazione, il provvedimento sul riordino della rete ospedaliera comprometterebbe la qualità dei servizi essenziali, portando il gruppo a dichiarare che “è doveroso procedere alla revoca del provvedimento legislativo, considerando che gli atti aziendali delle singole ASL non sono ancora stati approvati e la norma non ha ancora trovato piena attuazione”. L’analisi condotta si articola su basi tecnico-giuridiche che richiamano il DM 70/2015 e la legge regionale n. 20 del 2006, evidenziando in particolare uno squilibrio nella distribuzione dei posti letto tra le quattro ASL regionali, con una specifica penalizzazione della provincia di Teramo rispetto all’indice ottimale. Entrando nel merito delle criticità locali, il Comitato pone l’accento sulla soppressione delle Unità Operative Complesse di Chirurgia Generale e di Ostetricia-Ginecologia presso la struttura di Val Vibrata. Tali tagli, a parere degli esponenti civici, non troverebbero riscontro nelle direttive nazionali, configurando una situazione in cui “tali decisioni andrebbero oltre i comuni e applicabili principi di discrezionalità amministrativa, configurando un possibile eccesso di potere e un potenziale vizio di legittimità”. A questa situazione si aggiungerebbe una gestione dei rapporti con la sanità privata definita eccessivamente permissiva, citando il caso dei 14 posti di terapia intensiva assegnati alle cliniche Pierangeli e Villa Serena nel Pescarese. Secondo i dati SDO esaminati dal Comitato, questi posti non sembrerebbero generare ricoveri effettivi, inducendo i portavoce a domandarsi “per quale motivo vengano concessi se, qualora destinati a uso interno, non dovrebbero rientrare nel computo complessivo della ASL di Pescara, che si troverebbe così con 14 posti in meno per la collettività”.
Ulteriori perplessità sono state sollevate in merito al volume di dimissioni per ischemia cerebrale transitoria registrate presso la clinica Villa Serena, dato che rappresenterebbe oltre un terzo del totale regionale per tale patologia. Tale scenario ha portato il Comitato a concludere che l’attuale governance manifesti una certa accondiscendenza verso il privato convenzionato a scapito del pubblico, ribadendo che “queste osservazioni rilevano un atteggiamento dell’amministrazione regionale che non rispecchia i principi di una buona governance sanitaria”. In attesa di sviluppi istituzionali, il Comitato Civico ha ribadito la necessità di un confronto immediato per tutelare il diritto alla salute dei cittadini del territorio.
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