L’assessore alla Salute della Regione Abruzzo, Nicoletta Verì, interviene per smentire i dati diffusi dal Partito Democratico secondo cui 160mila abruzzesi rinuncerebbero alle cure sanitarie.

“È spiacevole dover fare continue puntualizzazioni, ma il PD continua a diffondere stime come se fossero numeri reali”, sottolinea Verì, riferendosi al dato citato nel rapporto Gimbe e riportato anche in alcune sintesi del rapporto Bes dell’Istat.

Secondo l’assessore, quel numero non deriva da un’indagine diretta sulla popolazione, ma è frutto di un’elaborazione basata su variabili socio-economiche e logistiche, come la viabilità e l’accessibilità ai servizi. “È uno scenario teorico, utile per la programmazione, ma non riflette la realtà”, precisa.

Verì contesta anche la verosimiglianza del dato: “È impensabile che 160mila persone, neonati e ultracentenari compresi, rinuncino sistematicamente a curarsi. Se fosse vero, le conseguenze in termini di mortalità e aspettativa di vita sarebbero evidenti”.

L’assessore rivendica l’impegno della Regione per migliorare l’accesso alle cure, soprattutto nelle aree interne, attraverso il mantenimento degli ospedali più piccoli e la creazione di una rete territoriale diffusa, in linea con il superamento dei limiti imposti dal DM77.

Infine, Verì ha fatto il punto anche sul Pnrr e sulla digitalizzazione della sanità: “Siamo in linea con i cronoprogrammi ministeriali e, dal 2020, abbiamo adottato strumenti digitali alternativi al fascicolo sanitario elettronico, già utilizzati almeno una volta da metà degli abruzzesi”.