Le liste di attesa rappresentano uno dei nodi critici per tutti i sistemi sanitari universalistici. Comprenderne le cause per cercare di individuare le necessarie ed urgenti soluzioni. E’ per questo che la Asl di Teramo, in collaborazione con l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS), ha organizzato, lunedì 14 luglio, un convegno che intende affrontare il tema dell’inappropriatezza prescrittiva.
“Il Governo delle liste di attesa: appropriatezza e Modello RAO” si terrà nella sala convegni dell’ospedale di Teramo e prevederà la partecipazione e il contributo di importanti relatori, tra i quali Maria Pia Randazzo, direttore dei flussi informativi di Agenas, di Emanuela Reale, referente RAO di Agenas, Giuliano Mariotti, direttore sanitario dell’Asp di Trento, Marco Scorrano, responsabile unico dell’assistenza sanitaria (RUAS).
L’inappropriatezza prescrittiva è il tema principale nel governo delle liste di attesa. Una dimensione principalmente clinica, che impatta fortemente sul governo della domanda di prestazioni ambulatoriali, su questioni di natura medico-legali, sulla capacità del sistema di rispondere ai bisogni di salute della popolazione, sulla complessiva sostenibilità dell’intero servizio sanitario nazionale.

Il convegno intende offrire un contributo qualificato di riflessione sul tema cruciale del governo delle liste di attesa.
CHE COS’è L’INAPPROPRIATEZZA PRESCRITTIVA:
L’inappropriatezza prescrittiva in medicina si riferisce a una situazione in cui una prescrizione (di farmaci, esami diagnostici o trattamenti) non è la più adeguata o ottimale per il paziente in un determinato contesto clinico. L’inappropriatezza prescrittiva è un problema importante perché è uno dei fattori da affrontare per accorciare le liste d’attesa. Inoltre, significa che la cura o l’esame prescritto potrebbe:
- Non essere necessario/giustificato: Il beneficio atteso non supera i rischi o non c’è una chiara indicazione clinica per quella specifica prescrizione.
- Essere inefficace: Il farmaco o il trattamento non è il più efficace per la condizione del paziente.
- Essere dannoso o rischioso: I potenziali effetti negativi (effetti collaterali, interazioni con altri farmaci) superano i benefici, specialmente in popolazioni fragili come gli anziani.
- Essere obsoleto: Non tiene conto delle più recenti evidenze scientifiche o delle linee guida aggiornate.
- Non essere il più appropriato per dose o durata: La posologia o la durata del trattamento non sono ottimali.
- Comportare uno spreco di risorse: Esistono alternative meno costose con la stessa efficacia e sicurezza, o l’esame/trattamento non aggiunge valore alla gestione del paziente.
- Rappresentare una “mancata prescrizione”: Non viene prescritto un farmaco o un trattamento che avrebbe un potenziale beneficio significativo per il paziente.
- Eventi avversi da farmaci: Reazioni indesiderate o dannose dovute all’uso del medicinale.
- Inefficacia delle cure: Il paziente non migliora come dovrebbe o peggiora.
- Aumento dei costi sanitari: Sia per il sistema sanitario che per il paziente, a causa di esami o trattamenti inutili.
- Ospedalizzazioni evitabili: Complicazioni che avrebbero potuto essere prevenute con una prescrizione più appropriata.
- Rischio di politerapia: Specialmente negli anziani, l’uso di molti farmaci contemporaneamente può aumentare il rischio di interazioni e inappropriatezza.
L’obiettivo dell’appropriatezza prescrittiva è garantire che il paziente riceva “la cosa giusta, nel modo giusto, al momento giusto”, massimizzando i benefici e minimizzando i rischi e gli sprechi.














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