L’amatriciana, icona della cucina italiana, torna al centro del dibattito grazie alle recenti dichiarazioni del maestro Enrico Melozzi. In una intervista rilasciata a ‘Gambero Rosso’ e rilanciata dal sito Initalia.virgilio.it, Melozzi, reduce dell’avventura sanremese che lo vede ormai protagonista, ha espresso la sua passione per questo piatto, sia nel gustarlo che nel prepararlo. Ma ciò che ha acceso la discussione è stata la sua affermazione sulle origini abruzzesi dell’amatriciana.
Melozzi ha infatti dichiarato: “L’amatriciana si riconduce alla tradizione romanesca, ma a me piace rivendicare come abruzzese perché fino al 1927 Amatrice era in provincia de L’Aquila. Solo dopo è entrata a far parte del Lazio, e quando la ricetta nasce, nasce in Abruzzo”. Una dichiarazione che riapre un’annosa questione “gastronomica”, che vede contrapposte le tradizioni culinarie di Lazio e Abruzzo.

La ricetta dell’amatriciana, riconosciuta dall’UE – si legge nel sito – come “Specialità Tradizionale Garantita” (STG) per tutelarne l’autenticità, è da sempre oggetto di rivisitazioni e interpretazioni. La versione tradizionale prevede l’utilizzo di guanciale, pecorino romano e pomodoro, ma nel corso del tempo sono state introdotte alcune varianti, tuttavia non gradite dai puristi. Indipendentemente dalle sue origini, l’amatriciana rimane uno dei piatti più amati e apprezzati della cucina italiana, un simbolo di tradizione e gusto che continua a conquistare palati in tutto il mondo.














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