L’Abruzzo – informa un report della Fondazione Gimbe – insieme ad altre regioni del Sud, registra un saldo negativo di oltre 104 milioni di euro nel 2022 per la cura dei propri cittadini al di fuori dei propri confini.

Secondo il report, la regione si colloca al dodicesimo posto per debiti legati alla mobilità passiva, ovvero le prestazioni sanitarie erogate ai residenti in altre regioni. Le cause di questo fenomeno – scrive la Fondazione – riguardano anche l’attrattività di altre regioni che offrono prestazioni sanitarie più specializzate e tempi di attesa più brevi.

Tuttavia, solo regioni come la Lombardia, il Veneto e l’Emilia-Romagna registrano saldi attivi significativi, attingendo risorse economiche da altre regioni grazie alla loro offerta sanitaria.


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