Emanuele Imprudente, vice presidente della Regione Abruzzo con delega all’Agricoltura, alla Caccia e Pesca, ai Parchi e Riserve naturali, torna sulle polemiche legate alla decisione della Regione di abbattere 469 cervi, distinti per sesso ed età, limitatamente alle zone al di fuori delle aree protette. “La decisione di procedere con l’abbattimento selettivo del cervo – scrive Imprudente in una nota – nasce da una valutazione tecnico/scientifica, a seguito di un parere positivo dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, l’Ispra, e non ci siamo inventati nulla”. E per replicare al Partito Democratico che sta preparando in proposito un’interrogazione parlamentare, il vicepresidente avverte che sono operazioni che “avvengono anche in Emilia Romagna e Toscana, di centrosinistra, e in altre regioni ancora, considerate un modello nella tutela ambientale”.
“La decisione di passare dalle ipotesi ai fatti – spiega ancora Imprudente – è stata determinata dall’altissimo numero di incidenti stradali nel territorio dove si svolgerà l’abbattimento, per non parlare dei danni superiori al milione di euro dal 2019 ad oggi, e il conto del 2024 non è ancora chiuso, alle attività agricole, già fragili e penalizzate, e di nicchia, dell’entroterra”. Le operazioni cominceranno il prossimo 14 di ottobre e dureranno fino al 15 marzo. “Saranno condotte esclusivamente da selecontrollori rigorosamente formati, e con tutte le cautele del caso”.










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