Un’indagine coordinata dalla Procura di Chieti ha portato allo smantellamento di una rete di truffe informatiche attiva tra Toscana e Campania, con ramificazioni finanziarie in Belgio e Lussemburgo. L’inchiesta, come riporta Rete8, nasce dalla denuncia di una vittima anziana che il 15 ottobre 2025 ha ricevuto un SMS, apparentemente inviato da una nota società di pagamenti digitali, con l’avviso di un presunto pagamento non autorizzato. Contattando il numero indicato nel messaggio, la vittima è stata indirizzata a finti operatori del servizio clienti che, con la tecnica dello smishing, l’hanno convinta a fornire le credenziali dell’home banking. Ottenuto l’accesso al conto, i truffatori hanno modificato i limiti per i bonifici istantanei e disposto due trasferimenti immediati per un totale di 96.300 euro.

Il denaro è stato inizialmente canalizzato verso conti correnti in Campania, quindi quasi interamente trasferito a società con sede in Belgio e Lussemburgo oppure prelevato in contanti presso sportelli ATM tra Napoli e Salerno. Le verifiche bancarie hanno evidenziato conti privi di reali finalità commerciali, utilizzati esclusivamente come strumenti di transito per i proventi delle truffe. Le indagini dei Carabinieri hanno consentito di risalire alla sorgente dei messaggi fraudolenti, individuando a Santa Croce sull’Arno, in provincia di Pisa, un immobile utilizzato come centrale operativa per l’invio massivo di SMS. Qui un cittadino pakistano di 38 anni gestiva apparati multisim in grado di ospitare centinaia di schede telefoniche. Decisivo anche il ruolo di due rivenditori di telefonia tra Fucecchio ed Empoli, accusati di aver fornito SIM card intestate a soggetti fittizi o non censiti. L’operazione, coordinata dal procuratore Di Florio e dal sostituto Ciani, ha portato a 17 indagati complessivi e a perquisizioni nelle province di Chieti, Napoli, Salerno, Firenze e Pisa. Sequestrati apparati multisim, centinaia di SIM, computer, telefoni cellulari e carte prepagate utilizzate per il riciclaggio.