E’ trascorso un anno dal giorno che un decreto di sequestro della magistratura chiuse il portone del Delfico, a piazza Dante. Millecinquecento persone, tra studenti, insegnanti e operatori furono spostati altrove.

Una diaspora che ancora oggi pesa su chi quei momenti li ha vissuti. Dopo un anno, tra perizie, ricorsi e soprattutto speranze perdute, quel portone è ancora chiuso. Niente di nuovo a piazza Dante.

Quel giorno lo ricorda oggi il Rettore Daniela Baldassarre. Lo fa attraverso un accorato appello che riportiamo integralmente:

“Tre immagini per non dimenticare!

Il 3 ottobre 2024 alle ore  11.00  i bambini della scuola Primaria visitavano l’ufficio di presidenza del Rettore del Convitto Nazionale.

Il 3 ottobre 2024 alle ore 14.15 l’Arma dei Carabinieri notificava alle Dirigenti Baldassarre e Lanciaprima un provvedimento di sequestro giudiziario dell’edificio ospitante il Convitto e il Delfico Montauti con effetto immediato. 

Il 3 ottobre 2024 alle ore 20.00, dopo aver disposto l’evacuazione del Palazzo, le forze dell’ordine apponevano i sigilli a tutti i portoni di accesso.

Calano le tenebre ed il silenzio sul Delfico.

Una notte buia e senza risposte  durata un lungo, interminabile, dolorosissimo anno.

Oggi, 3 ottobre 2025, 365 giorni dopo l’incauto delitto al simbolo della cultura della città di Teramo, tutta la comunità,  si interroga ancora su quanto accaduto.

Pretendiamo una risposta, ne abbiamo diritto,  perché NOI SIAMO IL DELFICO!”

Il Rettore Dirigente scolastico

Prof.ssa Daniela Baldassarre

IL FLASH MOB DAVANTI ALLA SCUOLA: