Una scossa di terremoto di magnitudo 3.1 ha interessato la provincia de L’Aquila nella tarda serata di martedì 6 agosto. Il sisma è stato registrato alle ore 23:56 con epicentro localizzato a circa 2 km a ovest dal Comune di Villalago, piccolo borgo incastonato nel Parco Nazionale d’Abruzzo. L’evento sismico è stato confermato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), che ha rilevato l’ipocentro a una profondità di 18 km.

La scossa è stata chiaramente percepita anche nei comuni limitrofi, tra cui Sulmona, l’Alto Sangro, l’Alta Valle del Sagittario e Pescasseroli. Nonostante la forte percezione da parte della popolazione, al momento non si registrano danni a edifici né feriti. La Protezione Civile ha monitorato la situazione durante la notte, rassicurando i cittadini e invitando alla prudenza.

L’area dell’aquilano è storicamente soggetta a fenomeni sismici, essendo situata lungo un margine di placca tettonica. La conformazione geologica degli Appennini, frutto dello scontro tra la placca africana e quella euroasiatica, ha generato nel tempo numerose faglie di tipo distensivo, tra cui quella di Paganica, tristemente nota per essersi attivata durante il devastante terremoto del 6 aprile 2009.

Proprio in virtù di questa complessa struttura geologica, lo scorso 30 maggio era stato registrato uno sciame sismico nella stessa zona, con sei scosse di magnitudo compresa tra 2.0 e 2.9. Gli esperti dell’INGV non escludono che il sisma di ieri possa essere legato all’attività di queste faglie, anche se al momento non vi è conferma di una correlazione diretta.