Il consigliere comunale di Forza Italia, Mario Cozzi, interviene duramente sull’attuale gestione amministrativa della città di Teramo, definendo la situazione come un vero e proprio «caos diventato sistema e un’esperienza quotidiana per i cittadini». Secondo l’esponente dell’opposizione, la criticità riguarderebbe sia l’aspetto politico, con il Sindaco Gianguido D’Alberto descritto come «prossimo al quarto rimpasto e orientato verso il rientro dell’ex assessore Valdo Di Bonaventura», sia quello operativo legato alla manutenzione urbana. Cozzi evidenzia infatti come «i cittadini si sveglino ogni giorno in una città diversa, con nuove transenne e nuovi divieti di transito per lavori quotidiani, come quelli Enel o della fibra, che vengono autogestiti: si sistema un tratto di asfalto e il giorno dopo viene nuovamente distrutto». I pilastri di partecipazione e trasparenza promessi in campagna elettorale sarebbero stati sostituiti da una «viabilità senza regole, cantieri, parcheggi e progetti appesi», citando come esempi i ritardi nei lavori del mercato coperto, definito «un cantiere fantasma senza tempi certi», e la ciclovia, descritta come «tanto sbandierata e poi lasciata all’abbandono, senza manutenzione, sporca e inutilizzabile». Il consigliere punta il dito anche contro l’aumento dei costi per l’ipogeo, i cui tempi di realizzazione sarebbero «passati da un anno a oltre due anni e mezzo, per un importo lievitato da un milione di euro a più del doppio», e contro la gestione dell’edilizia scolastica, sottolineando che «questa amministrazione ha avallato senza battere ciglio strutture che definiamo scuole, quando con una lungimiranza politica il nostro territorio avrebbe già potuto avere edifici sicuri». Per l’esponente azzurro, la mancanza di una bussola politica starebbe costringendo tecnici e residenti a muoversi in un labirinto burocratico poiché «il caos è il riflesso di ciò che accade all’interno della macchina amministrativa: se manca il coordinamento con i dirigenti e si opera senza una regia chiara, il risultato è una città senza bussola». In conclusione, per Mario Cozzi il confronto con i comuni vicini renderebbe evidente che questa sia ormai «una situazione tutta teramana, frutto di scelte o, più spesso, di mancate scelte» e che «quando manca il governo cittadino, il caos non è un incidente, ma una vera e propria scelta».
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