I sindacati dei lavoratori del settore metalmeccanico scenderanno in piazza il prossimo 7 gennaio, proclamando uno sciopero che coinvolgerà migliaia di dipendenti in tutta Italia. La protesta, che si concentrerà in un presidio sotto la sede di Confindustria a Sant’Atto, in provincia di Teramo, ha come motivo principale il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, fermo a causa del mancato accordo con Federmeccanica, l’associazione datoriale del settore.

I sindacati,che rappresentano in provincia circa 8500 addetti nel settore, chiedono un adeguamento salariale, con un incremento di 280 euro al mese, e la tutela dei diritti contro l’aumento della precarietà lavorativa. Particolare attenzione è rivolta alla lotta contro i cosiddetti “contratti pirata”, che penalizzano i lavoratori, e alla proposta di riduzione dell’orario di lavoro, considerata dai sindacati come una delle misure principali per contrastare la crisi economica che sta colpendo il settore.

In una conferenza stampa tenutasi questa mattina, i rappresentanti sindacali della Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil hanno illustrato le ragioni della protesta delle quali riportiamo una sintesi. Natascia Innamorati (Fiom Cgil), Giampaolo Biondi (Fim Cisl) e Michele Paliani (Uilm Uil) hanno ribadito che la situazione è insostenibile e sta mettendo a rischio il benessere e la sicurezza delle famiglie dei dipendenti. Il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, scaduto da mesi, rappresenta un nodo cruciale. La proposta di un aumento salariale di 280 euro è vista come una risposta necessaria all’aumento del costo della vita e alla continua erosione del potere d’acquisto delle famiglie. A ciò si aggiunge la battaglia contro i contratti precari, che secondo i sindacati danneggiano la stabilità del lavoro e la qualità della vita lavorativa.


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