L’associazione Ad Alta Voce chiede al Comune di Teramo una ricostruzione completa e verificabile sulla procedura di affidamento del servizio di ripristino post‑incidente. Una richiesta che, come precisa il presidente pro tempore Anna Capponi in una nota che riportiamo in sintesi, «non contiene accuse personali e non anticipa giudizi», ma punta a chiarire atti, poteri e responsabilità. Il primo nodo riguarda la qualifica dirigenziale attribuita negli atti al comandante della Polizia Locale Franco Zaina. L’associazione segnala che nel DUP 2027‑2029 la sua posizione appare rappresentata in modo non univoco: «collocato tra i funzionari, indicato come responsabile e inserito nella colonna dei dirigenti». A ciò si aggiunge il parere dell’ufficio legale che afferma che «il comandante non è inquadrato come dirigente». Per questo si chiede al Comune di chiarire «quale atto attribuisse i poteri di firma nelle singole determinazioni sottoscritte come “Il dirigente”». Un secondo punto riguarda la riunione del 31 luglio 2025 al Parco della Scienza, richiamata negli atti come momento decisivo della procedura. L’associazione domanda se l’incontro «si sia effettivamente svolto, chi l’abbia convocato, chi vi abbia partecipato e quale documento ne attesti contenuto e conclusioni». Terzo elemento: la presenza di due percorsi amministrativi paralleli, uno più ampio dell’Area Lavori Pubblici e uno specifico sul ripristino post‑incidente. L’associazione chiede di sapere «quale atto abbia disposto la separazione o il coordinamento dei due procedimenti e quale sia stata la sorte della proposta più ampia». Resta poi da chiarire la catena delle responsabilità: «Gli atti non permettono di individuare con certezza il Rup», osserva l’associazione, che chiede la pubblicazione degli atti di nomina, subentro o delega. La richiesta, ribadisce Ad Alta Voce, non è una contestazione ma un’esigenza di trasparenza: «Se gli atti esistono devono essere messi a disposizione; se non esistono, questa circostanza va dichiarata senza ambiguità». Perché, conclude l’associazione, «la ricostruzione chiara tutela l’Amministrazione, gli uffici, gli operatori economici e i cittadini».