Il consiglio comunale pomeridiano anche oggi ha avuto il suo siparietto di vivaci botta e risposta tra maggioranza e opposizione. La miccia l’ha accesa Franco Fracassa di Futuro In, armato di un foglio dattiloscritto contenente un lungo sciorinare di parole, alcune delle quali mai ascoltate persino nei prostriboli ante legge Merlin. Compongono il testo che parla di donne con riferimenti ritenuti fortemente sessisti, in una canzone di Sfera Ebbasta, prossimo ospite della piazza festaiola teramana, proprio davanti alla cattedrale di Santa Maria Assunta. Una scelta non troppo oculata, non solo per Fracassa, ma anche per il Comitato Pari Opportunità e perfino per una lista vicina a questa amministrazione come Innova Teramo. Questione di buonsenso, è il buon senso non ha colore.

Accorata, tuttavia, la difesa della scelta fatta dalla maggioranza. Se difesa convinta o imbastita per non dover estrarre un doloroso mea culpa come un molare dal dentista, non è dato sapere. Fatto sta che nella trincea alla sinistra del presidente Melarangelo, si sono dati parecchio da fare nel cercare argomenti a difesa. La notte porta consiglio. Per qualcuno è inutile ignorare un fenomeno nazionale che riempie gli stadi e intasa Spotify, altri citano Catullo. Sì, proprio quel Gaio Valerio Catullo, che tutto sommato ne avrebbe pensate e scritte di peggio. Visto mai che l’aplotipo Y di Sfera Ebbasta coincide con quello di Catullo? Dopo Garlasco, nulla è più impossibile. La pietra tombale sulla questione la mette la dirigente scolastica Caterina Provvisiero che al sindaco D’Alberto replica: “Non si tratta di censurare un cantate, è che non si sarebbe dovuto chiamare“. Come dire che ognuno chiama chi vuole, ma le azioni dovrebbero essere coerenti con i principi. Che dire? Potremmo fermarci qui, e parlare di calcio. Rimane, tuttavia, lo scollamento tra il dire e il fare in certi ambienti della politica. Un corto circuito che agli occhi dei liberi di mente appare incomprensibile. Oggi si combatte contro la violenza di genere e il rispetto del ruolo della donna. Si fanno perfino leggi al limite della follia. Domani si difendono scelte che vanno nella direzione opposta. Con i soldi pubblici, (centoquarantamilaeuro) cioè di tutti, alcune scelte dovrebbero essere avvedute. Chissà che sarebbe successo a maggioranza invertita? Misteri della politica.

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