L’appello che Soraida e Danilo Malatesta lanciano al Comune di Sant’Omero – che ci viene riportato in una lettera accorata – è quello di trovare una soluzione condivisa sulla necessità della scuola di danza Mediterraneo Village di continuare la sua attività. La storia comincia dal 2017 circa, quando per vicende che non sta a noi commentare, la scuola rimane senza casa. Un’attività fiorente, che non solo dal punto di vista della disciplina in sè, per i suoi risultati eccellenti, ma anche per il suo ruolo sociale di inclusione e formazione dei giovani, ha un suo preciso valore. Da quel lontano giorno la scuola ha sempre usufruito di alcuni spazi che l’ente comunale ha messo a disposizione, non senza patemi d’animo da parte dei gestori che, dicono, hanno visto riproporsi il problema di volta in volta. La cosa, però, si complica negli ultimi giorni, quando l’ultimo dei locali concessi alla Mediterranea, a detta sempre dei Malatesta, si rendono indisponibili. Motivi legittimi, legati ad alcuni lavori da affrontare per migliorare la struttura. La perplessità nasce dalla mancata offerta di locali alternativi che, affermano ancora i titolari della scuola, pur ci sarebbero su tutto il territorio comunale e in numero adeguato. La lettera diffusa da Danilo Malatesta e dalla moglie Soraida affronta l’impatto sociale e lavorativo della richiesta, con un appello rivolto alla giunta comunale per il mantenimento dell’operatività della struttura in quanto, dicono: è un lavoro importante per noi per mantenere i nostri figli, e che per fortuna aiuta tanti bambini a crescere con sani principi». La nota si chiude con un richiamo alla collaborazione e alla ricerca di soluzioni condivise perchè, affermano, «noi non abbiamo altro che il lavoro e le persone che di cuore ci aiutano, credendo in noi e portandoci i loro figli».