Milano è il nuovo corso dell’arredo urbano. Erba alta e incolta dappertutto. Vietato dare di falce, nel modo più assoluto. Un affronto alla Natura secondo le nuove regole del politicamente corretto che il sindaco Sala, strizzando l’occhio a quella parte di popolo canonizzata ideologicamente che lo mantiene a palazzo Marino, ha assunto come la new wave dell’estetica meneghina.

Ma noi, piccoli teramani “terroni”, ne faremmo volentieri a meno. E allora l’occhio ci cade sulla rotonda di via de Gasperi , dove il povero San Michele Arcangelo più che col demonio, lotta contro le insidie della Natura selvaggia. Situazioni simili, purtroppo si trovano dappertutto. Nelle strade delle periferie, nei pressi dell’Università, agli ingressi della città. Una domanda sorge più che spontanea. Chi controlla? E’ tanto difficile mantenere un minimo di decoro in spazi che in quanto ad estensione sono alla portata di un pensionato volenteroso?

Anche qualche recente lavoro avrebbe bisogno di un minimo di controllo. Un lettore ci manda una foto del nuovo marciapiede di via Savini. Fatto per camminarci a piedi, ma fatto anche con i piedi. Chi controlla?


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