Un annuncio carico di rammarico ha accompagnato la comunicazione dell’annullamento della cena benefica prevista per il 6 luglio in piazza Martiri della Libertà. L’iniziativa, pensata per sostenere i bambini colpiti da encefalopatia ipossico‑ischemica, rappresentava un progetto costruito grazie alla collaborazione di chef, volontari, professionisti e cittadini (leggi l’articolo correlato). La decisione, scrive in una lettera Achille Valle, dell’Associazione culturale Convivio , arriva dopo difficoltà organizzative che hanno impedito di garantire all’evento il valore previsto:

Oggi sono qui con profonda amarezza per comunicare una decisione che mai avrei voluto prendere: l’annullamento della cena benefica prevista per il prossimo 6 luglio. Questa non era una semplice cena: era un progetto nato dal cuore. Era l’incontro tra grandi professionisti della ristorazione italiana, aziende, volontari e cittadini che avevano deciso di mettere da parte il proprio interesse personale e sostenere una causa più grande: i bambini colpiti da encefalopatia ipossico-ischemica e le loro famiglie. Desidero ringraziare uno ad uno tutti coloro che avevano scelto di aderire: gli chef che hanno messo a disposizione il proprio talento, i professionisti che hanno dedicato tempo, energie e competenze alla causa, le persone che hanno acquistato il proprio posto a tavola. E soprattutto chi, pur non potendo partecipare, ha deciso comunque di lasciare un contributo economico per sostenere la nostra iniziativa. Purtroppo, nonostante gli sforzi, ci siamo scontrati con una realtà che ha reso impossibile proseguire nelle condizioni necessarie a garantire all’evento il valore che meritava.

Abbiamo assistito a una diversa attribuzione delle priorità. Abbiamo visto iniziative considerate più importanti, più urgenti, più meritevoli di attenzione.

Scelte che appartengono ad altri e che – a malincuore – rispettiamo. Ma non possiamo nascondere la delusione nel constatare che un progetto benefico di questa portata non abbia ricevuto alcuna considerazione. Forse è il riflesso di un tempo in cui il valore delle cose viene spesso misurato più dal ritorno che producono che dal bene che possono generare. Forse è il segno di una società in cui ciò che crea economia trova più facilmente spazio rispetto a ciò che crea solidarietà. Eppure eravamo convinti che aiutare dei bambini fosse già una ragione sufficiente. Se qualcuno, negli ultimi giorni, ritiene di dover porgere delle scuse, non deve farlo a me. Non deve farlo agli organizzatori. Non deve farlo agli chef. Quelle eventuali scuse dovrebbero essere rivolte ai bambini che questa iniziativa avrebbe potuto aiutare. Alle famiglie che ogni giorno combattono battaglie silenziose che pochi conoscono. A tutte le persone che avevano creduto in questo progetto. E a quella parte di città che continua ancora a credere che il valore umano possa essere più importante del valore economico. Perché il vero rammarico non è l’annullamento di una cena, ma l’occasione persa per dimostrare che una comunità riesca ad unirsi attorno a qualcosa che non produce profitto, ma speranza. Nonostante tutto, non ci fermeremo. Continueremo a fare beneficenza. Continueremo a sostenere i bambini che hanno bisogno di aiuto e a stare accanto alle famiglie che affrontano ogni giorno questa difficile realtà. Perché la solidarietà non dipende da una data sul calendario.

La solidarietà è una scelta. E noi continueremo a sceglierla.

Per questo motivo, da oggi, chiunque desideri sostenere il progetto, collaborare, contribuire o partecipare alle future iniziative troverà sempre le nostre porte aperte. Perché il bene non appartiene a una persona, a un’associazione o a un evento: appartiene a tutti. L’evento del 6 luglio si ferma, ma la nostra missione continua. E continuerà fino a quando ci sarà anche un solo bambino che avrà bisogno di essere ascoltato, aiutato e sostenuto. Grazie”.

Achille Valle

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