I Comuni non possono agganciarsi alla rottamazione quinquies nazionale per i debiti fiscali affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione: su questi carichi resta esclusa qualsiasi decisione autonoma degli enti locali. Per il resto, però, come riporta il Sole24ore, le amministrazioni comunali dispongono di ampia autonomia nel concedere definizioni agevolate ai propri cittadini. La normativa consente infatti ai Comuni di intervenire su Imu, Tari, canone unico patrimoniale, oneri di urbanizzazione, tariffe dei servizi locali – come asili nido e mense scolastiche – e anche sulle multe stradali, a condizione di rispettare due paletti fondamentali: mantenere intatta la quota capitale del debito e limitare gli sconti, parziali o totali, a interessi e sanzioni. Inoltre, ogni operazione dovrà risultare finanziariamente sostenibile, con una sostenibilità certificata dai revisori dei conti, possibilmente supportata da una relazione tecnica comunale che stimi adesioni, incassi e impatti sul bilancio. Particolare attenzione è riservata alle sanzioni del Codice della strada. Secondo l’Ifel (Istituto per la finanza e l’economia locale dell’Anci), alla luce della legge di bilancio i regolamenti comunali non possono imporre obblighi all’Agenzia delle Entrate-Riscossione: resta quindi invalicabile il limite dell’esclusione dei carichi affidati all’agente nazionale. Tuttavia, per le multe gestite direttamente dai Comuni o da concessionari iscritti all’Albo della riscossione, è possibile ridurre o azzerare interessi e oneri di riscossione, mentre la sanzione principale continua a essere dovuta per intero. L’Ifel ha pubblicato una nota operativa accompagnata da uno schema-tipo di regolamento, passaggio indispensabile per avviare le sanatorie locali introdotte dall’ultima legge di bilancio. Le definizioni agevolate comunali viaggeranno dunque in parallelo alla rottamazione cinque dei tributi erariali, senza alcun collegamento operativo. Resta infine esclusa dalla manovra la quota statale dell’Imu, salvo il caso in cui sia stata oggetto di specifico accertamento da parte dell’ente locale. Fin qui la norma e i paletti che la circondano, resta da stabilire quali saranno i Comuni che in Abruzzo offriranno questa possibilità ai cittadini. Teramo?
Enrico Squartini













