In merito al comunicato diffuso da Siamo Roseto sulla raccolta di circa cento firme di cittadini e commercianti preoccupati per il futuro del mercato coperto, la maggioranza interviene per chiarire quella che definisce “la reale ricostruzione dei fatti”, respingendo l’ipotesi di una riconversione della struttura verso attività di intrattenimento. La mobilitazione, si legge in una nota che riportiamo in sintesi, si fonda sulla convinzione che sia in corso un processo di trasformazione dell’edificio, richiamando l’evento del 22 novembre e un presunto appuntamento previsto per il 27 dicembre. “L’unico evento autorizzato e svolto il 22 novembre è stato esclusivamente il lancio del Transumare Fest 2026”, si chiarisce, precisando che in quella occasione sono state annunciate le date ufficiali del festival, in programma dal 20 al 22 agosto sul Lungomare Trento, “come di consueto e non certo all’interno del mercato coperto”.

Per quanto riguarda l’evento ipotizzato per il 27 dicembre, la maggioranza sottolinea che “gli uffici avevano già negato l’autorizzazione perché l’attività proposta non è stata ritenuta idonea all’area”. Una decisione assunta prima dell’arrivo della petizione, che dimostrerebbe come “non esista alcuna gestione improvvisata o pericolosa della struttura” e che ogni richiesta venga valutata con rigore, nel rispetto delle norme e della sicurezza pubblica. Alla luce di questi elementi, le firme raccolte vengono considerate “sostanzialmente inutili”, non per mancanza di ascolto, ma perché rivolte “contro un pericolo inesistente”. Analizzando alcuni nomi dei firmatari, tra cui figurano anche esponenti politici attuali o passati, i gruppi di maggioranza parlano apertamente di una possibile strumentalizzazione della vicenda. “Molti cittadini hanno probabilmente firmato in buona fede, preoccupati da un non caso”, si legge nel comunicato, ribadendo che “non vi è alcuna attività autorizzata che possa snaturare la funzione storica dell’edificio”. L’a nota si conclude ricordando che il mercato coperto rientra tra le aree oggetto del concorso di progettazione promosso e portato a termine dall’attuale giunta. “Uno strumento che ci consente di avere già un progetto di recupero pronto in caso di finanziamento”, inserito in una visione definita “chiara e trasparente”, orientata al recupero degli spazi storici della città, “come già avvenuto per Villa Comunale, Villa Clemente, Biblioteca e Pontile”.