Si è risolto il mistero del ragazzo che sabato è precipitato da uno dei piani di un edificio di Roseto degli Abruzzi. La vicenda nasce dalla denuncia dei genitori di un giovane che, hanno raccontato ai carabinieri, sarebbe stato tenuto sotto sequestro da alcuni coetanei, con una richiesta di riscatto di 30mila euro legata a un presunto debito di droga. Ricevuta la segnalazione, i Carabinieri si sono attivati immediatamente con il supporto di un negoziatore qualora si fosse reso necessario l’inizio di una trattativa. Tuttavia, approfittando di un messaggio che il giovane riusciva a recapitare nel quale avvertiva di trovarsi da solo, i militari hanno deciso di passare all’azione e lo hanno spinto a tentare la fuga. Il ragazzo ha reagito con prontezza, ha raggiunto il portone, dove è stato messo in salvo. È in questo momento che l’operazione ha assunto la piega già riportata nei giorni scorsi: con il giovane al sicuro, i carabinieri hanno fatto irruzione nell’abitazione al secondo piano, bloccando uno dei presunti responsabili. Il secondo, nel tentativo di fuggire, si è lanciato dal balcone, venendo comunque raggiunto e arrestato all’esterno. Sarà comunque trasferito d’urgenza in ospedale per le lesioni riportate nella caduta. Secondo quanto emerso, il giovane sequestrato sarebbe stato prelevato a Teramo da quattro sconosciuti, tra i quali uno straniero, la sera del 21 agosto, mentre si trovava in un giardino pubblico. Nel corso della sua permanenza a Roseto sarebbe stato vittima di violenze: sul corpo gli sarebbero stati riscontrati segni alle gambe compatibili con bruciature di sigaretta e ferite riconducibili all’uso di comuni attrezzi da lavoro. Durante la perquisizione i cani antidroga del Nucleo Cinofilo di Chieti hanno rinvenuto circa sette chili di sostanze stupefacenti tra cocaina, marijuana e hashish. Trovato anche contante, 7.850 di banconote legali e 7.680 verosimilmente false. Recuperata anche una replica di pistola Beretta priva del tappo rosso. Le accuse per i due arrestati sono sequestro di persona a scopo di estorsione e detenzione di sostanze stupefacenti. L’episodio, tuttavia, apre uno scenario da scoprire e sul quale i carabinieri stanno indagando per definirne dimensioni e contorni. Resta intesa la presunzione d’innocenza fino ai tre gradi di giudizio conclusi. Nella foto in apertura il Comandante provinciale dei Carabinieri, il colonnello Massimo Corradetti. Scorri per l’articolo correlato. (Per le altre notizie della giornata clicca Primo Piano sopra il titolo)


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