Attraverso un comunicato il sindaco Gianguido D’Alberto esprime una forte critica al testo di riforma del servizio idrico approvato dalle commissioni competenti del Consiglio regionale. Il primo cittadino definisce il provvedimento “una delega in bianco alla Giunta e all’ERSI” e lo considera “l’ennesima penalizzazione del territorio teramano”, sottolineando l’assenza di un confronto reale con i territori e ringraziando i consiglieri teramani i cui emendamenti non sono stati accolti. Nel comunicato si evidenzia che la modifica relativa alla nuova Assemblea dei Sindaci assegna la presidenza ai primi cittadini dei Comuni demograficamente più grandi, cioè Pescara e L’Aquila, mentre la legge non decide sull’ambito unico e demanda all’ERSI e alla Giunta la possibilità di proporre e approvare una suddivisione in due sub-ambiti. D’Alberto osserva che “questo solleva numerose preoccupazioni anche in relazione all’eventuale apertura ai privati” e che il rischio è quello di “penalizzare i territori virtuosi”. Le posizioni del sindaco, già espresse nell’Assemblea dell’ASSI della provincia di Teramo e in un documento inviato ad ANCI Abruzzo insieme al presidente della Provincia Camillo D’Angelo, vengono ribadite anche nel testo, dove si afferma che “nessuno è pregiudizialmente contrario alla riforma, ma l’efficienza deve essere dimostrata con un piano industriale e non presunta”. D’Alberto richiama inoltre l’esperienza della Sardegna, sostenendo che “la gestione unitaria regionale non garantisce automaticamente economie di scala o miglioramenti del servizio” e che ogni accorpamento comporta una redistribuzione dei costi, con il rischio che “il Teramano risulti il più penalizzato, registrando un aumento importante della tariffa”. Il comunicato si chiude con un appello alle forze politiche e istituzionali del territorio a difendere insieme un sistema idrico considerato un’eccellenza regionale.
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