
La costa teramana si è riempita anche quest’anno di imbarcazioni a remi partite dalle spiagge da Martinsicuro a Silvi, in una manifestazione ormai simbolo dell’impegno civile contro la violenza di genere. L’iniziativa, nata dall’intuizione di Fioravante Palestini, per tutti Gabriellino, è cresciuta nel tempo grazie al lavoro delle Commissioni Pari Opportunità comunali e provinciali. Questa mattina Palestini ed Erika Angelini, presidente della CPO provinciale, hanno rilanciato l’idea di una “remata dell’Adriatico” coinvolgendo tutte le Province affacciate sul mare. Angelini ha ricordato che si tratta di una testimonianza utile a far conoscere i servizi dei Centri antiviolenza: “È impegno civile, e ogni remata serve a raggiungere più persone”. Ha infine ringraziato le componenti delle Commissioni e le operatrici dei Centri, definendo il loro lavoro “una missione prima che una professione”.La Provincia di Teramo, unica in Abruzzo a gestire direttamente da oltre vent’anni il Centro “La Fenice” e la casa rifugio “Casa Maia”, ha diffuso i dati del semestre: 54 donne prese in carico, 40 italiane e 14 straniere.Alla manifestazione hanno partecipato Capitaneria di Porto, associazioni, amministratori locali e rappresentanti istituzionali, con la presenza del centro antiviolenza Minerva. Le componenti della CPO hanno presidiato tutti i punti di partenza lungo la costa, mentre diversi esponenti regionali e nazionali hanno portato i loro saluti nei vari Comuni.














