La slide campeggia dietro il tavolo dei conferenzieri. E’ un “rendering”, per usare un termine più alla moda, che dà un’idea dell’indirizzo progettuale del nuovo ospedale di Villa Mosca. Non proprio “l’ospedale di Barbie”, come qualcuno ha inteso ironizzare alla vigilia della conferenza stampa di presentazione. Si tratterà di una struttura di altissimo livello con funzioni innovative e strumentazioni all’avanguardia. Il nuovo edificio, secondo quanto è stato mostrato, sorgerà alle spalle dei lotto 1 e 2. Questi ultimi, non saranno tuttavia toccati. In particolare il lotto 2 il più giovane di quelli esistenti che ora accoglie anche la cardiologia, diventerà sede di uffici amministrativi e di fruizione pubblica. Il terzo lotto, è una nostra licenza chiamarlo così, sarà prospicente l’antico “Sanatorio”, monumento intoccabile, e occuperà l’area che oggi si estende verso l’eliporto e i servizi energetici dell’intera struttura . Anche la pineta subirà il minimo degli interventi. Saranno tolti solo quegli alberi nel piccolo alveo che oggi in parte accoglie anche un parcheggio. Tutta la ricca pineta alle spalle e ai lati del sanatorio rimarrà nella sua funzione estetica e di polmone verde della collina.
La conferenza stampa si è iniziata stamani con le prime parole del presidente della Regione Marsilio, il quale non ha risparmiato battutine maliziose nei confronti dell’attuale minoranza di centro-sinistra. “Quando governavano loro – ha sottolineato – l’intenzione era quella di un ospedale unico, fuori Teramo, al centro della provincia, eliminando tra l’altro quelli di Giulianova e Atri. Ora dobbiamo pensare a quello di Villa Mosca. La Regione negli ultimi anni ha azzerato tutti i debiti e questo, una volta che lo studio di fattibilità metterà in chiaro l’impegno economico, ci permetterà di assumere mutui sostenibili, senza affanni. Tutta la procedura – ha concluso il Presidente – sarà seguita dal presidente della commissione sanità Paolo Gatti, in concerto con tutte le parti interessate”.


E proprio Gatti, nel suo intervento, ha sottolineato quanto fosse importante per i teramani mantenere l’ospedale a Villa Mosca. “E’ anche una questione sentimentale. C’è una specie di affezione della gente di Teramo per quel sito, sentimento che non andava deluso”. Sui ritardi che il centro-sinistra attribuisce a questa amministrazione, il consigliere risponde sottolineando che “nel 2022 il Partito Democratico aveva scelto Piano d’Accio” e guardando il rendering alle sue spalle si toglie un sassolino dalla scarpa: “Vi sembra l’ospedale di Barbie? Mi auguro – ha aggiunto Gatti – che si finisca di fare polemiche e che tutti mirino allo stesso obbiettivo”.
Per quanto riguarda i tempi, “non sono quelli della costruzione di un giocattolino”, si è detto. “Ci vorrà qualche anno per completare l’opera in tutti i suoi aspetti. Nel frattempo, la sanità teramana continuerà a lavorare e migliorarsi in tutti i presidi presenti nel territorio”
L’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì ha invece sostenuto la possibilità di creare una struttura con le caratteristiche di un secondo livello ricordando che, nonostante quanto da qualcuno affermato, “abbiamo sempre avuto la possibilità di metterci i soldi. E se ritardi ci sono stati non è stato per nostro demerito”.

L’aspetto più propriamente tecnico è stato infine sollevato dal direttore generale dell’Azienda Sanitaria teramana, Maurizio Di Giosia. “Pur essendo noi sempre stati favorevoli all’opzione Piano d’Accio – ha esordito – abbiamo capito l’intenzione della città di preferire Villa Mosca e per non subire ulteriori ritardi col rischio di perdere i fondi, ci siamo attivati. Ci siamo affidati anche ad esperti di fama intervenuti ad un convegno scientifico. A Teramo si farà l’ospedale del futuro. I pazienti saranno divisi per omogeneità di cure e non esclusivamente per patologie. Ove ci saranno interventi sovrapponibili si andrà in quella direzione. Non è escluso, per quanto riguarda lo studio di fattibilità – ha aggiunto Di Giosia – il contributo della cassa Depositi e Prestiti”. Il DG teramano ha infine indicato l’andamento positivo in termini di mobilità passiva subita finora dalla sanità teramana, sostenendo che è “sensibilmente diminuita. La produzione sanitaria della Asl teramana – ha concluso – negli ultimi tempi ha prodotto un milione di euro in più”.












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