
L’avvertimento del sindaco D’Alberto: “se non c’è il numero legale in consiglio, mi dimetto“, deve aver fatto effetto. Tutti tengono famiglia e alla fine, le poltroncine della maggioranza erano (quasi) tutte occupate. Vuote solo quelle di Mistichelli e Papa, che si no astenuti alla votazione, a suggellare la presa di distanza con quella che fu la loro maggioranza. Un Consiglio comunale dal menù sostanzialmente noioso, se non fosse in particolare per una voce inserita nell’elenco: lo scioglimento del gemellaggio con la città israeliana di Rishon le Zion. Un argomento che ha contribuito ad animare la mattinata anche per un’incursione della Casa del Popolo che ha appeso uno striscione sulla “piccionaia” dell’ampio salone del Parco della Scienza: “Chi si oppone alla revoca del gemellaggio è compice del genocidio“. Una frase tout court, che dal punto di vista di chi lo ha esposto, non lascia margini di discussioni nè a un confronto democratico. Un’affissione che “non disturba”, per qualcuno della maggioranza, il mancato rispetto delle regole, invece, per la minoranza. Ascolta Alessio D’Egidio di Azione e Berardo Rabbuffo della Lega, su lavori del consiglio:
Mentre scriviamo il Consiglio è ancora in corso con le dichiarazioni di voto. Aggiornamento nel pomeriggio











