«Un’ occasione unica e irrepetibile per liberare la giustizia da caste, politica e manovre di potere». E’ stato questo il tema centrale dell’incontro promosso all’Aurum di Pescara dal “Comitato cittadini per il Sì”, che ha riunito oltre un centinaio di persone in vista del referendum sulla giustizia del 22 marzo. A introdurre i lavori è stata l’avvocata Valeria Toppetti, promotrice del comitato insieme a quaranta legali e più di duecento sostenitori. Toppetti ha evidenziato come il tema della riforma sia percepito come trasversale e come la mancanza di equilibrio tra pubblico ministero e giudice rappresenti, a suo avviso, una criticità che riguarda l’intera cittadinanza. Ha inoltre annunciato nuove iniziative sul territorio nelle prossime settimane.
Tra i relatori sono intervenuti, da remoto, gli onorevoli Pierantonio Zanettin e Maurizio Gasparri, oltre al Sostituto Procuratore di Pescara Gennaro Varone, all’onorevole Nazario Pagano e all’avvocato Roberto Mariani, Segretario della Camera Penale dei Deputati di Pescara. In platea era presente anche il presidente del Consiglio Regionale Lorenzo Sospiri. Zanettin, portavoce nazionale dei comitati per il Sì, ha illustrato i punti principali della riforma, soffermandosi sulla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e sul sorteggio per la selezione dei componenti del Consiglio superiore della magistratura. «È un’anomalia tutta italiana che non vi sia una netta separazione delle carriere», ha affermato, sostenendo che il referendum rappresenti un passo verso modelli già adottati in altri Paesi. Sospiri ha invitato a mantenere il confronto sul merito della riforma, definendo il referendum «un tassello fondamentale del sistema giudiziario» e indicando come centrali «il completamento di un processo pienamente giusto» e «la possibilità per un magistrato di costruire la propria carriera sulla base del merito».
ARTICOLO CORRELATO













